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Economia e Finanza

SPY FINANZA/ Grecia, la "svendita" senza aiuti all'economia reale

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Certo, oltre 80 miliardi di piano in tre anni sono tanti, ma tra pagamenti verso le istituzioni creditrici, ricapitalizzazione del sistema bancario, riforme da mettere in atto, state certi che il problema Grecia, ammesso e non concesso che entro domani il Parlamento greco abbia dato il via libera alle riforme richieste, tornerà a bussare alla porta entro sei mesi. I mercati ieri sono risaliti, ma diciamo che non sono schizzati in alto tanto da farci capire che festeggiavano qualcosa di epocale e, soprattutto, di risolutorio e definitivo. Più di uno strategist interpellato da Class-Cnbc ha messo in chiaro fin da subito che occorre attendere e che i facili ottimismi rischiano di venire spazzati via. Insomma, l'accordo sulla Grecia c'è, ma gli investitori restano molto prudenti. 

Stando a JPMorgan Asset Management, «al momento c'è un quadro molto più sereno anche perché si è allontanato il pericolo di una Grexit. Tuttavia, siamo in una fase in cui ancora non è ben chiaro il quadro complessivo: bisogna vedere come si è raggiunto questo accordo e che impatto si avrà. Siamo infatti in una fase interlocutoria in cui dobbiamo capire bene le dinamiche e se questo accordo è sostenibile dalla Grecia. Sia per questo motivo, sia per i forti recuperi della settimana scorsa, oggi non assistiamo a una reazione euforica dei listini europei. In una fase del genere si preferisce quindi puntare un po' più sui Paesi core e mantenersi più prudenti sugli indici che sono saliti più degli altri nelle ultime sedute, come il Ftse Mib. Comunque, dopo questo accordo le Borse europee potrebbero riprendere il loro trend rialzista: prima che ci fosse il problema della Grecia l'equity europeo era la prima scelta di molti investitori. Ora, il focus degli operatori potrebbe ritornare sull'azionario Ue anche alla luce della strada di crescita macroeconomica che ha intrapreso il Vecchio Continente». 

Sulla stessa linea IG Markets, per la quale «il mercato sta aspettando per vedere le ratifiche dell'accordo per il salvataggio della Grecia nel Parlamento greco e in quello tedesco, che non sono così scontate. Per quanto riguarda il Parlamento ellenico c'è una corrente molto intransigente all'interno di Syriza. Molti parlamentari hanno già detto che non hanno alcuna intenzione di votare per quest'accordo. Anche in Germania la scelta non sarà così facile. Anzi sarà molto difficile. I mercati sono in attesa di seguire lo sviluppo». 

Decisamente pessimista Jonathan Loynes, capo economista di Capital Economics, per il quale l'accordo raggiunto tra la Grecia e i creditori serve «solo a ritardare l'inevitabile». Visti i danni enormi provocati dalla crisi sull'economia e sul sistema finanziario negli ultimi mesi, per Loynes «è impossibile immaginare che le condizioni possano ora tornare a un livello che possa essere definito normale. I controlli di capitale rimarranno probabilmente in vigore e l'austerità aggiuntiva indebolirà ulteriormente l'economia». In sostanza, l'uscita della Grecia dalla zona euro è stata per il momento scongiurata, «ma a meno che il nuovo accordo non preveda una sostanziale ristrutturazione del debito greco, cosa improbabile, il futuro di Atene all'interno dell'Eurozona resta in forte dubbio». 


COMMENTI
14/07/2015 - Cricket (trad. di grillo in inglese) (gianni b)

Lei ha sempre delle ottime intuizioni. Ho sempre pensato che grillo avesse una intesa cordiale con USA e UK, per tanti piccoli indizi, il primo dei quali fu, la sera delle prime elezioni vittoriose italiane, il console inglese che si dichiarava ansioso di incontrare il Beppe. Questo da un paese dove la BBC ha semplicemente ignorato l'omologo locale Nigel Farage. L'unica presenza è stata in un documentario notturno, preceduto da avvisi di contenuto volgare e sproloquio! Motivi ce ne sono a iosa: prevalenza di $ e £, grandi affari delle loro istituzioni finanziarie con la speculazione legata a un crollo dell'euro.