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SPY FINANZA/ Grecia, la "svendita" senza aiuti all'economia reale

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Durissimo poi il giudizio di Marc Oswald, strategist di Adm Investor Services: l'accordo raggiunto tra la Grecia e i creditori internazionali dimostra che «la democrazia nell'Eurozona è completamente e assolutamente morta». I contorni dell'accordo sono «infinitamente peggiori» di quelli respinti dal popolo ellenico nel recente referendum e quanto accaduto stamattina (ieri, ndr) dimostra che i creditori vogliono distruggere completamente l'economia greca: «Si può affermare con certezza che questo accordo è sicuramente peggiore del Trattato di Versailles del 1919», è la conclusione un po' apocalittica e fuori contesto di Oswald. E comunque ripeto, chi ha voluto giocare al "gioco del pollo" e alla fine si è è ritrovato lui a essere il primo che salta dall'auto in corsa per paura di schiantarsi? Tsipras, quindi il popolo greco se la prenda con lui, visto che oltre ad aver completamente sbagliato strategia, ha pure disatteso il risultato del referendum, prendendo doppiamente in giro i suoi connazionali. Un capolavoro da vero statista. 

E se per Bank of America, «l'uscita dall'eurozona da oggi è ufficialmente qualcosa che può essere usato come minaccia per coloro i quali non si comportando "alla tedesca"» e «gli ultimi sei mesi hanno reso palese la debolezza dell'impianto di governance europeo, un qualcosa che si riverbererà per mesi e anni nel futuro», a tutti sembra sfuggire un dettaglio del piano presentato e accettato dalla delegazione greca. Una delle parti più dure dell'accordo, infatti, non è quella che impone il ritorno ad Atene dell'odiata troika, bensì quello che vedrà il debito pubblico greco abbassato di 50 miliardi di euro attraverso il trasferimento di assets ellenici in un fondo di liquidazione gestito dall'Ue, attraverso il quale Atene cederà circa il 25% del suo Pil (e della sua sovranità residua) direttamente a Bruxelles. 

E quali sono questi assets? Ovviamente i più lucrativi, come aeroporti, aeroplani, infrastrutture e certamente alcune banche, fino al raggiungimento di quota 50 miliardi di euro. Insomma, le banche prima verranno ricapitalizzate con soldi Ue e poi la stessa Ue le potrà mettere sul mercato, così facendo si intende abbassare lo stock di debito sovrano greco e la sua ratio sul Pil. Insomma, si vende il Paese a pezzi per ripagare i creditori, tramutando anche questo terzo salvataggio in una partita di giro tra Atene e i creditori, senza che soldi a sufficienza vengano immessi nell'economia reale. 

Inoltre, questo piano di privatizzazione non è una cosa nuova, ma fu presentato nel 2011 guarda caso dal Fmi. Peccato che come ci mostra il primo grafico a fondo pagina, subito dopo si scoprì che era una bufala totale, tanto che lo stesso Fondo monetario lo definì «irrealistico». Sapete quanto si otterrebbe dal fondo di privatizzazione per la ricapitalizzazione delle banche elleniche, al fine di renderle solvibili e quindi vendibili? 2 miliardi entro il 2018, quando ne servono 10-14 subito, oggi! Insomma, si continuerà a farle campare con i soldi Ela, verranno ricapitalizzate con parte dell'esborso Ue del nuovo piano e poi si cercherà di venderle. Una partita di giro, assoluta e assurda. 

Preparatevi a ritrovare il "caso greco" su giornali e teleschermi entro pochi mesi, se anche Atene riuscirà a varare le riforme lampo e otterrà gli 80 miliardi. I tedeschi saranno anche inflessibili, ma chi esce peggio da questa farsa, spiace dirlo, è proprio la Bce di Mario Draghi. 

E attenzione, perché se ieri la Grecia ha mancato un altro rimborso nei confronti del Fmi per 450 milioni di euro a causa delle casse vuote, oggi va a scadenza il cosiddetto "Samurai bond" denominato in yen che la Grecia ha emesso nel 1995 per un controvalore di 160 milioni di euro. Il problema è che a differenza delle mancate scadenze verso il Fmi, le quali innescano solo tecnicamente un evento di credito, un mancato pagamento di questo bond potrebbe innescare una cascata cross-default.

Per Ryosuke Kaneko, analista del credito presso la Mizuho Securities, terza banca giapponese, «se non verrà pagato, ci sarà contagio su altri bond pubblici, visto che i partecipanti del mercato potrebbero cominciare a concentrarsi sul "Samurai bond" come detonatore». Non è né chiaro, né automatico che un eventuale cross-default vada a impattare anche sulle detenzioni obbligazionarie greche della Bce ma visto l'andamento del prezzo del bond in 24 ore, come ci mostra l’ultimo grafico, diciamo che il mercato non scommette troppo su un pagamento da parte di Atene. Attenzione, 160 milioni di maturity obbligazionaria potrebbero vanificare in un solo giorno mesi di trattative e oltre 80 miliardi di nuovo piano di aiuti. Altro che accordo.


 



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COMMENTI
14/07/2015 - Cricket (trad. di grillo in inglese) (gianni b)

Lei ha sempre delle ottime intuizioni. Ho sempre pensato che grillo avesse una intesa cordiale con USA e UK, per tanti piccoli indizi, il primo dei quali fu, la sera delle prime elezioni vittoriose italiane, il console inglese che si dichiarava ansioso di incontrare il Beppe. Questo da un paese dove la BBC ha semplicemente ignorato l'omologo locale Nigel Farage. L'unica presenza è stata in un documentario notturno, preceduto da avvisi di contenuto volgare e sproloquio! Motivi ce ne sono a iosa: prevalenza di $ e £, grandi affari delle loro istituzioni finanziarie con la speculazione legata a un crollo dell'euro.