BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

FINANZA E POLITICA/ Campiglio: i problemi per l'euro cominciano adesso

Pubblicazione:giovedì 16 luglio 2015

Infophoto Infophoto

Voglio sperare in tutti i modi che l’Ue continui a esistere. Va anche aggiunto che l’Ue si è allargata in un modo poco attento ai tempi attraverso cui avvengono le integrazioni culturali oltre che economiche. L’euro è stato in origine la costruzione con cui si è ritenuto che l’economia potesse fare breccia sulla politica, laddove la politica non era in grado di fare i passi necessari verso un’unità. Non si tratta di regalare soldi, bensì di dire: “Siamo europei”. L’esito della crisi greca è che oggi siamo un po’ meno europei di prima.

 

E quindi l’euro ha i giorni contati?

No, ci mancherebbe altro. I tempi della storia sono lunghi ma inesorabili. Se il divario che si è ormai creato all’interno dell’Eurozona si ritiene che possa essere sanato con politiche di austerità o deflazione, ciò produrrà solo dei danni permanenti come già sta provocando. O la zona euro diventa l’embrione di un’Europa autenticamente unita, o finirà per dividersi con una qualche deflagrazione come avviene con le stelle.

 

Nel frattempo il Fmi potrebbe non aderire al piano di salvataggio della Grecia, in quanto le recenti turbolenze porteranno l’economia greca a sfiorare un rapporto debito/Pil del 200%...

Questa è la realtà. La situazione è molto più seria e grave di quanto sia detto, perché si è detto e si continua a dire che la Grecia non è un Paese competitivo. Probabilmente nessuno si è preso però la briga di guardare i numeri. Il rapporto tra l’esportazione di beni e servizi e il Pil in Grecia dal 2010 al 2014 è passato dal 22% al 33%. È uno degli aumenti più elevati che si siano registrati in Europa, pari per esempio al doppio di quello dell’Italia. Tutto si può dire tranne che in Grecia non ci sia stata un’apertura anche competitiva verso l’estero. Se la Grecia continua a essere in una situazione come quella attuale, bisogna riconoscere che con le misure di austerità si è andati ben al di là di quanto potesse essere compatibile con una crescita economica equilibrata.

 

(Pietro Vernizzi)



© Riproduzione Riservata.

< PAG. PREC.  

COMMENTI
17/07/2015 - i giorni contati dell'europa (antonio petrina)

I giorni sono contati se nell'Europa delle banconote (per dirla con qualche monetarista illuminato) si abbandona la cura più restrittiva dell'austerità economica e non si intraprende quella del "ponte" (del traforo) del monte Bianco (Mattarella).