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EURO E GRECIA/ Ecco la "strada" ancora da percorrere

Pubblicazione:venerdì 17 luglio 2015

Alexis Tsipras (Infophoto) Alexis Tsipras (Infophoto)

Nelle divagazioni estive c’è sempre qualche elemento di divertimento e curiosità. L’euro non è stato concepito per essere soltanto una moneta, bensì l’inizio di una costruzione politica. Quindi rinunciare all’euro significa rinunciare anche alla costruzione politica stessa. Finora l’idea degli europei era quella di fare fronte comune su tante cose, e molti passi avanti sono già stati realizzati.

 

È un passo arrivato a una battuta d’arresto?

Dobbiamo decidere noi se restare insieme, oppure se fare un’Unione che sia una specie di club privo di moneta comune, esercito comune, politica estera comune. Dopo di che non lamentiamoci se non riusciamo a mettere tutti d’accordo sull’immigrazione.

 

Dopo la vicenda greca, in Italia la strada della Legge di stabilità è in discesa o in salita?

Ritengo che il caso greco sia abbastanza irrilevante per la legge di stabilità italiana. Dal punto di vista economico il peso della Grecia è limitato. Nonostante l’Italia sia il primo esportatore verso la Grecia, ora anche se quel mercato si contrae poi si aprono nuovi spazi in Iran grazie all’accordo di Vienna. Dopo le dimissioni di Varoufakis e i voltafaccia di Tsipras, non ritengo però che ci siano timori di contagio per l’Italia.

 

(Pietro Vernizzi)



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