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Economia e Finanza

FINANZA E POLITICA/ La "vittoria" di Draghi può aiutare l'Italia

Mario Draghi (Infophoto)Mario Draghi (Infophoto)

Insomma, la settimana più lunga della Bce si è chiusa con uno straordinario successo di herr Draghi. Non solo perché il banchiere ha saputo tutelare l’autonomia della Bce in mezzo a un duro confronto politico, ma ha potuto assistere a un collaudo straordinariamente riuscito della politica della Banca centrale europea. “La terapia funziona, nonostante i recenti avvenimenti”, ha detto Draghi. I dati gli danno ragione. Nonostante le difficoltà dei Paesi emergenti, che incidono sulla richiesta dell’export europeo, il Pil dell’Ue continua a crescere nell’ordine dello 0,4% previsto, mentre l’inflazione, complice il nuovo calo dei prezzi petroliferi, scende dallo 0,3% allo 0,2%. Ma il livello dei prezzi, prevede Draghi, è destinato ad avvicinarsi all’obiettivo del 2% tra il 2016 e il 2017.

Ancor più di queste stime vale la risposta dei mercati. Il Quantitative easing ha saputo far fronte alle tensioni dei momenti più drammatici del duello su Atene. Mai l’asticella dello spread di Btp e Bonos si è avvicinato ai 300 punti base già previsti da Goldman Sachs. Pochi giorni sono stati sufficienti perché le Borse recuperassero lo shock del referendum. E l’euro, complici le attese di rialzi dei tassi Usa, si è attestato sotto quota 1,10. Insomma, dalla battaglia campale di Atene l’Europa esce con non poche ferite, visti i conflitti e i dissensi emersi nel dibattito. Ma la macchina della Bce, messa a punto in occasione del varo dell’Unione Bancaria e dell’avvio degli acquisti del Quantitative easing, funziona in maniera egregia.

E Draghi coglie l’occasione per indicare il prossimo traguardo: il completamento dell’Unione bancaria, compreso uno schema europeo di protezione dei depositi. È un passaggio chiave: il fallimento di Washington Mutual, nel 2009, non ha messo a rischio lo stato di Washington, grazie al paracadute federale (reso possibile dai fondi versati all’amministrazione centrale). Al contrario, la fuga dei depositi dalle banche greche non è stata contrastata con gli strumenti sufficienti. Ma Draghi, nonostante le difficoltà frapposte dalla Germania (impegnata a far fronte ai guasti delle proprie banche), è già in movimento. Nell’attesa del necessario giubileo. 

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COMMENTI
17/07/2015 - Ma quale vittoria? (Pietro Sita)

Dal 2008 tutti stampano soldi e cercano di convincerci che così facendo faranno ripartire l'economia: stampano soldi gli americani, giapponesi, cinesi e adesso anche la bce. Vogliono pure farci credere che le cose vanno meglio, ma semplicemente manipolano le statistiche. I soldi vanno alle banche che continuano a giocare con derivati e altre follie finanziarie. In tutti i giornali e televisioni di disinformazione di massa si intonano peana al salvatore dell'euro Draghi. Ricordate il periodo monti? il periodo napolitano? tutti salvatori della patria. Tutta questa gente SONO IL PROBLEMA non sono salvatori di nulla se non della banche da cui sono prezzolati. Draghi è l'usuraio che con la leva dello spread (i mercati non centrano: i mercati li fanno coloro che stampano i soldi, cioè le banche centrali) ha strangolato l'Italia nel 2011 provocando il colpo di stato contro Berlusconi;ha strangolato la Grecia nel 2010,2012,2015 provocando DUE colpi di stato. La Grecia è stata, ed è trattata, come la mafia tratta i commercianti che hanno preso prestiti ad usura: gli tolgono ogni avere ed anche l'attività. Pensiamo davvero che Draghi abbia risolto qualcosa? tra un anno la Grecia avrà un debito maggiore, i cittadini saranno più poveri esattamente come in Italia. Tengono buoni i cittadini facendo credere che con le riforme le cose si aggiusteranno. I cittadini sono disinformati e mantenuti nell'ignoranza dai media che dovrebbero chiarire loro le idee. Lasciamo stare formiche e cicale!

 
17/07/2015 - Senza offesa (Giuseppe Crippa)

Interessantissimi i riferimenti storici proposti dal dott. Bertone. Per completezza aggiungo la favoletta di Esopo (VI secolo avanti Cristo) che ha per protagonisti la cicala e la formica: “Durante l'estate la formica lavorava duramente mettendosi da parte le provviste per l'inverno. Invece la cicala non faceva altro che cantare tutto il giorno. Poi arrivò l'inverno e la formica ebbe di cui nutrirsi dato che durante l'estate aveva accumulato molto cibo. La cicala cominciò a sentire i morsi della fame, perciò andò dalla formica a chiederle se potesse darle qualcosa da mangiare. La formica le disse: «Io ho lavorato duramente per ottenere questo; e tu, invece, che cosa hai fatto durante l'estate?» «Ho cantato» rispose la cicala. La formica allora esclamò: «E allora adesso balla!»".

 
17/07/2015 - Vittoria! (Diego Perna)

Come faremmo senza Draghi e la Bce, e il QE , ma non si potrebbe studiare qualcosa anche per le imprese? e anche per la gente? p.s mi raccomando non pubblicateli, magari qualcuno degli allineati al vs internon si potrebbe offendere!