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FINANZA E POLITICA/ La "vittoria" di Draghi può aiutare l'Italia

Pubblicazione:venerdì 17 luglio 2015

Mario Draghi (Infophoto) Mario Draghi (Infophoto)

Nel 2009, lo storico dell’economia inglese Niall Ferguson pubblicò sul Financial Times un dotto, documentato e saggio articolo su concetto di giubileo. Fin dai tempi di Hammurabi, spiegò, i governanti della Mesopotamia adottarono la politica di cancellare i debiti degli agricoltori, schiacciati da carestia, siccità e altre calamità. Non si trattava di generica bontà, bensì della necessità di evitare il tracollo dell’agricoltura, bastione della crescita (e delle forniture dell’esercito), a danno dell’amministrazione e della burocrazia. Il tema di fondo, notava Ferguson, oggi è lo stesso di allora: l’accumulo degli oneri a carico dei deboli richiede oggi come allora un intervento drastico.

Il doppio carattere religioso ed economico del giubileo ritorna evidente nel Levitico, che prescrive un anno sacro di rigenerazione, rinascita e remissione dei debiti ogni sette anni sabbatici, ossia ogni 49 anni. Nel momento in cui il suono delle trombe annuncia in tutto il regno il giubileo gli schiavi tornano liberi e le terre espropriate vengono restituite agli antichi proprietari. Lo stesso concetto di cancellazione della pena per i peccati e di nuovo inizio è alla base del giubileo cristiano istituito da Bonifacio VIII nel 1300.

Con buona pace della repulsione teutonica per il debito, concepito come una sorta di colpa del debitore da espiare. Non è una frattura casuale. Nel giubileo cristiano, l’aspetto tristemente terreno della vendita delle indulgenze durante l’Anno Santo del 1500 indigna il monaco Lutero e fa germogliare nella sua testa la teoria rivoluzionaria della giustificazione per fede, uno dei capisaldi dalla Riforma. Oggi, sei anni dopo o, se preferite, 3 mila anni dopo, siamo al punto di partenza.

Non a caso Mario Draghi, dopo aver annunciato ieri in conferenza stampa Bce di aver riaperto i prestiti Ela alle banche greche, ancor prima dell’Ok dell’Eurogruppo allo sblocco del prestito ponte di 7 miliardi, ha sottolineato che “è importante ora che si proceda a un intervento sul debito”. Delle due l’una: o trasferimenti diretti alla Grecia oppure un taglio del valore nominale, tabù che la Germania non vuole infrangere. Ma il risultato non cambia: ci vuole un periodo di grazia di 30 anni, in cui Atene non pagherà né capitale, né interessi.

Insomma, è questa la cornice di scelte epocali, che richiedono scelte e responsabilità politiche. Nel frattempo la Bce, difendendo tra l’altro la sua indipendenza dalle pressioni politiche, ha fatto la sua parte: oggi la banca di Francoforte risulta esposta sulle maggiori banche elleniche per 130 miliardi contro 120 di depositi. “Le critiche sui fondi Ela - ha liquidato la questione il banchiere rispondendo alle critiche tedesche - sono infondate”. E ancora: “Non farò commenti sulle opinioni di uomini politici. Per noi la Grecia è e resta nell’euro”. Anzi, la Bce “ha sempre lavorato sul presupposto che la Grecia fa parte e continuerà a essere parte dell’Eurozona”.


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COMMENTI
17/07/2015 - Ma quale vittoria? (Pietro Sita)

Dal 2008 tutti stampano soldi e cercano di convincerci che così facendo faranno ripartire l'economia: stampano soldi gli americani, giapponesi, cinesi e adesso anche la bce. Vogliono pure farci credere che le cose vanno meglio, ma semplicemente manipolano le statistiche. I soldi vanno alle banche che continuano a giocare con derivati e altre follie finanziarie. In tutti i giornali e televisioni di disinformazione di massa si intonano peana al salvatore dell'euro Draghi. Ricordate il periodo monti? il periodo napolitano? tutti salvatori della patria. Tutta questa gente SONO IL PROBLEMA non sono salvatori di nulla se non della banche da cui sono prezzolati. Draghi è l'usuraio che con la leva dello spread (i mercati non centrano: i mercati li fanno coloro che stampano i soldi, cioè le banche centrali) ha strangolato l'Italia nel 2011 provocando il colpo di stato contro Berlusconi;ha strangolato la Grecia nel 2010,2012,2015 provocando DUE colpi di stato. La Grecia è stata, ed è trattata, come la mafia tratta i commercianti che hanno preso prestiti ad usura: gli tolgono ogni avere ed anche l'attività. Pensiamo davvero che Draghi abbia risolto qualcosa? tra un anno la Grecia avrà un debito maggiore, i cittadini saranno più poveri esattamente come in Italia. Tengono buoni i cittadini facendo credere che con le riforme le cose si aggiusteranno. I cittadini sono disinformati e mantenuti nell'ignoranza dai media che dovrebbero chiarire loro le idee. Lasciamo stare formiche e cicale!

 
17/07/2015 - Senza offesa (Giuseppe Crippa)

Interessantissimi i riferimenti storici proposti dal dott. Bertone. Per completezza aggiungo la favoletta di Esopo (VI secolo avanti Cristo) che ha per protagonisti la cicala e la formica: “Durante l'estate la formica lavorava duramente mettendosi da parte le provviste per l'inverno. Invece la cicala non faceva altro che cantare tutto il giorno. Poi arrivò l'inverno e la formica ebbe di cui nutrirsi dato che durante l'estate aveva accumulato molto cibo. La cicala cominciò a sentire i morsi della fame, perciò andò dalla formica a chiederle se potesse darle qualcosa da mangiare. La formica le disse: «Io ho lavorato duramente per ottenere questo; e tu, invece, che cosa hai fatto durante l'estate?» «Ho cantato» rispose la cicala. La formica allora esclamò: «E allora adesso balla!»".

 
17/07/2015 - Vittoria! (Diego Perna)

Come faremmo senza Draghi e la Bce, e il QE , ma non si potrebbe studiare qualcosa anche per le imprese? e anche per la gente? p.s mi raccomando non pubblicateli, magari qualcuno degli allineati al vs internon si potrebbe offendere!