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SPY FINANZA/ Iran e petrolio, la guerra che "fa comodo" agli Usa

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Tanto più che nel 2016 ci sono le presidenziali e la candidata principale per la Casa Bianca appare Hillary Clinton, i cui legami con la lobby ebraica statunitense sono noti da sempre, esattamente com'è nota la posizione durissima di Israele nei confronti dell'accordo di Vienna. Pensavate fosse solo petrolio, pensavate fosse solo domanda e offerta? Invece no, c'è sotto qualcosa di molto più grande e importante. Grande almeno quanto gli interessi in gioco per le grandi banche mondiali, principalmente Usa e le loro scommesse andate fuori controllo. 

Guardate il primo grafico a fondo pagina, ci mostra come ieri pomeriggio, prima che Wall Street aprisse le contrattazioni, sia bastato un buon dato sul mercato immobiliare Usa, seguito però da un'orrenda lettura riguardo le dinamiche salariali e il Cpi, perché qualcuno scaricasse sul mercato futures dell'oro un nozionale di 1,4 miliardi, schiantando il prezzo del metallo prezioso ma anche quello dell'argento, ai minimi record. E ora guardate il secondo grafico, che vi ho già proposto, ma che vale la pena di essere scomodato ancora: si tratta dell'esposizione di Citigroup a derivati sui metalli preziosi. E poi parlano di liberismo. 

 

 



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