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CRISI GRECIA/ Il tradimento dell'Europa colpisce anche l'Italia

Pubblicazione:giovedì 2 luglio 2015

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Ottima la risposta al diktat europeo da parte del governo di quel popolo fiero e colto: “sopravvivremo”. Infatti, anche se gli stati o i governi possono fallire, i popoli sopravvivono sempre, se hanno una terra e se sono pronti a combattere per difenderla come segno evidente della loro indipendenza. Altro è, poi, che i greci, come gli italiani, i francesi e persino i tedeschi debbano cambiare radicalmente alcuni usi e costumi che ormai non reggono, ma la questione euro e la ripresa dell’integrazione europea sono problemi che sussisterebbero comunque e la loro soluzione è “più Europa”.

Ma, cosa vuol dire, in definitiva, “più Europa”? Solo un governo economico europeo e un euro più forte di quello attuale? No di certo; “più Europa” non è solo una moneta forte, o un governo economico comune, bensì la formazione di una sfera pubblica europea in cui si costituiscano dei partiti autenticamente europei e si muova una classe politica europea, che risponda ai “cittadini europei” come prescrive il Trattato, quando prevede che questi siano direttamente rappresentati, a livello dell’Unione, nel Parlamento europeo.

“Più Europa” significa perciò più democrazia europea che la classe politica europea (per intenderci: l’insieme dei Capi di Stato e di Governo) dovrebbe assumere la responsabilità di realizzare in breve tempo, compiendo subito uno sforzo congiunto e solidale, perché non si può salvare l’euro in modo doloroso e costoso, senza dare ai cittadini europei un’autentica democrazia politica europea. Il principio “più Europa” non può essere l’antidoto per evitare l’abbandono dell’euro, ma semmai il criterio per la formazione di una democrazia per il popolo europeo.

Un’ultima osservazione. “Europa” e “democrazia” sono termini della lingua greca e, ancor di più sono invenzioni dei greci. La prima, Europa, sintetizza ed esprime il mondo della civiltà, contro i balbettanti (i barbari) della lingua greca, ed è rappresentata dalla bella ragazza dagli occhi grandi che Giove rapisce da Tebe con le sembianze di un toro che vola. La seconda, democrazia, sintetizza ed esprime il governo del popolo esercitato nell’agorà e che nulla ha a che fare con i giochi dei poteri forti. Ancora oggi la lezione dei greci è fondamentale per trovare la strada e andare avanti.



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