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REFERENDUM GRECIA/ Il "bluff" di Tsipras è venuto a galla

Pubblicazione:giovedì 2 luglio 2015

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Di fronte a queste immagini di "dignità socialista" vale la  pena citare la dichiarazione di un parlamentare "syrizeo" (la sua biografia è sul sito: www.parliament.gr) Stathis Leoutsakos: "I soldi sono carta, si troveranno. La dignità non si compra. Non si svende il futuro del Paese". O dell'economista Costas Lapavitsas, parlamentare e tifoso della dracma: "Code ai bancomat? La gente si sta abituando". Poche le voce "ragionevoli" all'interno del governo, e quelle poche non hanno voce in capitolo. Si dice che durante il consiglio dei ministri in cui si è deciso di indire il referendum qualcuno ha alzato la voce, sostenendo che sarebbe stato un grosso errore politico. D'altra parte sembra che Tsipras abbia scelto l'unità del partito, ormai occupato dai comunisti e dai "dracmisti", piuttosto che una strategia per il Paese. Di sicuro quella fiducia che aveva dalla società si è sfarinato.

Tutti i giornali e le televisioni sono concentrati sul referendum e le sue possibili conseguenze. Gli scontri sono al calor bianco. È paradigmatico il confronto televisivo tra il "si" e il "no". Mai come in queste occasioni, cioè quando si verifica una spaccatura verticale nella struttura sociale, vale l'adagio: non contano le idee quanto chi le professa. Bene, a favore del "si" sono tutti coloro che hanno a che fare con il settore privato, il commercio e il turismo, a favore del "no" chi ha lo stipendio assicurato a prescindere dalle condizioni del mercato. A questi privilegiati vanno aggiunti azzeccagarbugli, sindacalisti, baby-pensionati del pubblico, ricercatori e affini che per anni hanno invaso i corridoi delle Facoltà. 

Sempre sui canali televisivi veniva trasmesso uno spot che consigliava di chiamare un numero speciale (costo al minuto 1,5 euro) per sapere in quale seggio andare a votare. Oppure lo spot che pubblicizza un lettore di carta di credito senza fili, spiegando a un ristoratore (sullo sfondo il mare azzurro) come funziona e quali sono i vantaggi. Quanta amara ironia, in uno momento drammatico in cui il turismo (l'industria "pesante" del Paese) sta assistendo alla sua rovina annuale. 

In tutto questo caos economico e sociale, la Commissione parlamentare ha votato a favore del candidato alla presidenza della società dell'acqua potabile di Atene: è il compagno di vita della Presidente della Regione dell'Attica. Entrambi sono di Syriza. Per caso non si crea un conflitto di interessi?



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