BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

SPY FINANZA/ Il default che spaventa gli Usa più della Grecia

Pubblicazione:giovedì 2 luglio 2015

Infophoto Infophoto

La ragione è semplice, i bond di Puerto Rico sono tradati sul mercato dei bond municipali Usa, mentre il debito di Atene è per gran parte in mano a Bce e Fmi. E nonostante non ci siano cifre certe, visto che gli hedge funds sono molto riservati rispetto alle proprie detenzioni, stando a calcoli della Height Securities, circa il 60% dei bond di Puerto Rico è in mano a investitori tradizionali del comparto muni-bond e il rimanente 40% o poco meno a fondi speculativi. Un azzardo, perché l'Isola è denominata "America's Greece" proprio perché le sue obbligazioni hanno rating "spazzatura", quindi ad altissimo rendimento ma anche ad altissimo rischio di perdite per default. 

Il fatto è che i tassi a zero imposti dalle politiche di stimolo delle Banche centrali, come vi ho detto molte volte, spostano gli investitori verso asset più a rischio alla disperata ricerca di rendimento e i bond portoricani, essendo emessi sul mercato municipale Usa, hanno anche l'ulteriore appeal di essere esentasse, divenendo agli occhi dei cercatori di profitto come un cesto di ciliegie per un bambino. Peccato che l'eccesso di emissioni abbia portato la bolla del debito a livelli insostenibili ed eccoci all'amaro, quanto scontato, epilogo. E infatti qualcuno a Washington aveva avvisato sui rischi sistemici e oggi preme perché sia concessa l'opzione del chapter 11, la bancarotta, anche al governo centrale dell'Isola, onde evitare il caso. 

E se il governatore di New York City ha paragonato la situazione debitoria di Puerto Rico a quella della fallita Detroit, le cose stanno diversamente. E ci sono già le prime vittime, ovvero la Assured Guarantee e la Mbia, due assicuratori di obbligazioni le cui azioni sono crollate lunedì dopo l'annuncio televisivo di Pedilla, portando al downgrade di entrambe a livello "hold" e registrando in chiusura di contrattazioni rispettivamente il -13% e -23%. Il gruppo di accounting Btig stima che i due gruppi detengano oltre 10,5 miliardi di esposizione lorda al debito di Puerto Rico e molti analisti temono che il loro crollo sia solo l'inizio di una crisi del debito più ampia. 

A fronte del taglio del rating dell'Isola da CCC+ a CCC- da parte di Standard&Poor's, l'esperto obbligazionario di Societe Generale negli Usa, Larry McDonald, ritiene che «il problema che stiamo affrontando è quello di politici che prendono a prestito denaro dai mercati di capitale senza essere completamente a conoscenza della sostenibilità e dello stato delle loro finanze». Per McDonald, ora, il rischio è quello di una richiesta di tassi maggiori dal mercato come premio di rischio o addirittura l'esclusione di alcuni entità statali dal finanziamento stesso sui mercati di capitali, cosa accaduta alla Grecia. Il tutto, generando ulteriore tensione in un mercato del reddito fisso già oggi molto volatile e pericoloso. 

E per Mbia e Assured i guai sono davvero seri, tanto più che avevano già rischiato il collasso per la loro esposizione al mercato immobiliare subprime nel 2008 e ora un'altra crisi del debito potrebbe risultare fatale, tanto che il valore del titolo Mbia ha già rotto il livello di supporto e, quindi, se entrasse in area 6 dollari ad azione (lì a un soffio) potrebbe facilmente arrivare ai minimi post-2008 di circa 3 dollari. E con la sell-off di lunedì, entrambi i gruppi sono andati in rosso da inizio anno come performance borsistica. Per carità, nulla di sistemico per il mondo, ma c'è l'effetto psicologico e soprattutto di emulazione da parte di altri governi indebitati che potrebbero essere tentati di seguire la medesima strada di Puerto Rico per risolvere i loro guai.


< PAG. PREC.   PAG. SUCC. >