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SPY FINANZA/ Petrolio e Wall Street, comincia la sfida tra Hillary Clinton e Jeb Bush

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Hillary Clinton (Infophoto)  Hillary Clinton (Infophoto)

Ora il quadro si delinea, Israele e il suo lavoro di intelligence contro l’Iran sulla questione petrolifera rischia di dover costringere Hillary Clinton, candidata democratica, a prendere posizione, essendo molto legata alla lobby ebraica statunitense, mentre la guerra dell’oro nero potrebbe spingere Jeb Bush a ripetere pericolose posizioni come quella tenuta lo scorso giugno durante la visita a Berlino, quando definì Vladimir Putin «un bullo a cui gli Stati Uniti devono rispondere». E nonostante tutta la patetica retorica contro Wall Street usata dai candidati alla presidenza degli Stati Uniti, dal personale che lavora nelle grandi banche Usa arrivano fior di contributi ai candidati per le presidenziali americane del 2016.

Lo sostiene il sito Quartz, che ha analizzato i dati provenienti dal sito federale Fec che monitorizza tutte le donazioni pubbliche ai candidati. A giudicare da dove vanno i soldi, sembra che chi lavora a Wall Street punti proprio sul duello finale tra Jeb Bush e Hillary Clinton. E fra i due finora la Clinton è quella che ha ottenuto più donazioni, il 50% in più di Bush III. Persino dalla Barclays, una banca in cui Bush ha lavorato in passato, sono partite più donazioni all’ex Segretario di stato. L’unica eccezione, guarda caso, è però Goldman Sachs: da chi lavora nella grande banca d’affari sono finora giunti alla campagna di Bush 145mila dollari, quasi tre volte di più di quanto donato a Clinton. Eppure la candidata presidente si è lanciata più volte nel corso dell’inizio della sua campagna contro l’industria della finanzia di Wall Street, in particolare attaccando i riacquisti azionari delle società (i buy-back che sottraggono risorse agli investimenti reali), gli hedge fund e i sistemi di trading ad alta frequenza, promettendo di perseguire duramente le persone indagate per reati finanziari.

Ma forse sarà proprio per questo che finora chi lavora per Wall Street la sta premiando: non c’è modo migliore per ingraziarsi i candidati. Soprattutto quelli incoerenti e falsi come Hillary Clinton, la quale ha sì attaccato il trading ad alta frequenza, ma, guarda caso, non ha avuto nulla da ridire sul fatto che Raj Fernando, CEO dell’azienda di high-frequency trading Chopper Trading, terrà un evento di raccolto fondi per la sua campagna elettorale domani, 21 luglio, nella sua principesca casa di Chicago. Con la Clinton presente, ovviamente. Insomma, quando pensate al petrolio, dimenticate il prezzo della benzina. 

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