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Economia e Finanza

TAGLIO TASSE/ Pelanda: altro che Imu, bisogna “guadagnare” 70 miliardi

In Italia la ripresa all’orizzonte è modesta. Per questo, spiega CARLO PELANDA, occorre un intervento importante sul fronte della detassazione, anche dei risparmi

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Le proiezioni più recenti indicano che la ripresa in Italia c’è, ma è lenta e poca. Bisogna capire come migliorarla in questo periodo che vede il governo impegnato nel preparare la legge finanziaria 2016. I numeri essenziali rilasciati da Banca d’Italia sono: Pil 2015 +0,7%; 2016 +1,5%; disoccupazione al 12% e inflazione all’1% nel 2016. Si tratta di un rimbalzo troppo modesto dopo tre anni di recessione.

Il punto: che ci sia ripresa è una buona notizia, ma quale sia la giusta ripresa va calcolato in base alla velocità di riparazione dei danni fatti all’economia dalla recessione prolungata. Il ritmo di riassorbimento della disoccupazione è troppo lento e ciò è una mina sia politico-sociale (crisi di fiducia), sia tecnico-economica (stagnazione dei consumi) nel sistema. Come renderlo più veloce? Bisogna far girare di più il volano degli investimenti nel mercato interno. Su quelli con denaro pubblico si può contare poco per l’evidente difficoltà del governo di ridurre la spesa improduttiva e aumentare quella per investimenti e/o dare spazio di bilancio a detassazioni stimolative nei vincoli di equilibrio finanziario imposto dalle euroregole. L’annuncio da parte di Renzi di tagli sostanziali di tasse nei prossimi anni resta un annuncio, pur importante per la fiducia, che non ha impatto sul sul breve termine.

L’avvio di operazioni strutturali, come quella di ridurre il debito valorizzando il patrimonio pubblico, cosa possibile per circa 500 miliardi in tre anni, che comporterebbero risparmi annui di almeno 20 miliardi, utilizzabili per investimenti e/o detassazioni, trovano resistenze. Nel breve, pertanto, si può solo ricorrere a un aumento degli investimenti privati, sbloccando ciò che li limita.

La domanda di credito sta crescendo, grazie alla ripresina della fiducia, ma le banche ancora non la coprono tutta perché alcune nei guai e molte piene di crediti deteriorati. Il governo sta lavorando alla riparazione del sistema bancario, ma dovrebbe accelerare. Più vaga è l’azione per spostare l’enorme massa di risparmio privato dagli investimenti all’estero a quelli in Italia.


COMMENTI
20/07/2015 - le euroregole e gli investimenti (antonio petrina)

Gli investimenti privati in Italia sono quelli che tirano per la bilancia dei pagamenti con l'estero che va a gonfie vele ! Per quelli pubblici le euroregole condizionano l'Italia in quanto il governo utilizza il risparmio pubblico per far crescere la domanda interna ( il cd bonus) e per diminuire le tasse alle imprese con il cuneo fiscale e per le agevolazioni fiscali del jobs act .Vediamo l'effetto che farà in Grecia l'operazione del fondo patrimoniale ,collaterale per il prestito ponte e per gli avanzi richiesti dal FMI per restituire i prestiti e per ridurre il debito, di cui sono ben note le fatiche di sisifo per ridurlo in Italia senza investimenti pubblici!