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TAGLIO TASSE/ Borghi: altro che Tasi, la vera “rivoluzione” è la flat tax

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Sicuramente sì. Dopo le amministrative Renzi è in seria difficoltà perché sta perdendo e non è più sicuro di saper dominare la politica italiana. Per uscirne ricorre alle bugie, in modo da tirare avanti e sperare che succeda il miracolo.

 

Qual è la differenza tra il taglio delle tasse proposto da Renzi e la flat tax della Lega nord?

Quella proposta da Renzi è una rimodulazione delle aliquote, mentre la flat tax è un sistema completamente differente. La novità non sarebbe soltanto quella di un’unica aliquota al posto di tre, ma anche l’abolizione di detrazioni e deduzioni, con la sola eccezione della deduzione personale fissa. La flat tax è così semplice e immediata da diventare rivoluzionaria.

 

In concreto che cosa cambierebbe?

Con la flat tax non si farebbero più Unico e 730, perché tutti sarebbero tassati con la stessa aliquota del 15%, molto più bassa di quelle attuali. Il tutto senza neanche dover conservare gli scontrini, che poi ti vengono a chiedere dopo cinque anni, ma soprattutto senza dover andare da Caf e commercialista.

 

La Lega pensa di sforare rispetto ai vincoli Ue?

Ovviamente sì. Se si riducono le tasse a qualcuno e le si aumentano a qualcun altro, non potremo mai avere crescita. In questo momento l’Italia deve essere libera di fare politiche anticicliche. Queste ultime si fanno ignorando il Fiscal compact.

 

Voi sforereste il Fiscal compact o lo stesso rapporto deficit/Pil del 3%?

Sforeremmo anche il 3%. Regno Unito, Usa e la stessa Spagna sono al di sopra di quella soglia. Nessun Paese può pensare di venire fuori dalla palude della crisi rispettando il pareggio di bilancio. La sfida è dare la spinta iniziale all’economia andando a deficit, e poi una volta che il Paese è ripartito ritornare a un attivo di bilancio e alzare le tasse per “mettere fieno in cascina”. Nei Paesi dove si ragiona si fa così. Soltanto da noi si fanno delle politiche procicliche (austerità in un momento di recessione, ndr) con il risultato che si affonda ancora di più.

 

(Pietro Vernizzi)

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COMMENTI
22/07/2015 - ma l'intervistato sa quel che dice? (umberto persegati)

Mi chiedo con quali mezzi sarebbe calcolato il reddito, da assoggettare all'aliquota unica 15%, abolendo 730 e UNICO! Forse un reddito a forfait per ciascun cittadino?

 
22/07/2015 - Eurolandia deve reflazionare (Carlo Cerofolini)

E se, anziché pensare di andare subito verso l’allentamento/superamento dei vincoli Ue, non è che sarebbe, tanto per incominciare, più opportuno puntare con forza anche sul rispetto delle regole che si è data l’Ue stessa e che fissano al 6% il surplus nel triennio della bilancia dei pagamenti delle varie nazioni, mentre da anni questo limite è tranquillamente e impunemente superato da Germania (7%), Olanda (10,9%), Svezia (6,8%) e Danimarca (6,3%)? Infatti se questo limite fosse rispettato, costringerebbe dette Nazioni a reflazionare cioè a distribuire centinaia di miliardi (stipendi & C.) in favore dei loro cittadini che così - potendo spendere questi denari - farebbero ripartire alla grande l’economia dell’intera eurozona. Perché allora l’Italia non si impunta su questo?

 
22/07/2015 - Borghi e Lega (Ma BA)

Da comune cittadino non economista, quando sento parlare di abbassamento delle tasse, proposta di flat-tax etc. sono preso da un sentimento di "speranza" che però ad un esame più attento si smoscia subito. Infatti si parla sempre e solo di sforamento del deficit del 3%, cioè aumento del debito come soluzione, ma nessuno parla, nemmeno qui, nemmeno Salvini e tantomeno Renzi, in termini precisi e concreti su cosa, come e quando tagliare la spesa pubblica, senza di che il taglio delle tasse è solo una promessa elettorale sul groppone come sempre dei futuri giovani. Non parlano nemmeno, non un accenno alle proposte (di Savona, di Baldassarri) per l'abbattimento del debito pubblico, proposte concrete e fattibili, ma che ridurrebbero il potere dei partiti. Non cambierà niente purtroppo.