BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

TAGLIO TASSE/ Borghi: altro che Tasi, la vera “rivoluzione” è la flat tax

Pubblicazione:

Infophoto  Infophoto

«Renzi promette un taglio delle tasse da 50 miliardi entro il 2018, ma nel Def scritto dal suo governo sono previsti 100 miliardi di entrate fiscali in più di qui al 2020. Vorrei proprio vederlo andare a dire in Europa che non rispetta il Fiscal compact, in base a cui dobbiamo impegnarci a ridurre il nostro debito pubblico di un ventesimo l’anno». A metterlo in risalto è il professor Claudio Borghi Aquilini, responsabile economico della Lega nord. Sabato all’assemblea del Pd il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, ha presentato un piano che prevede l’abolizione di Imu e Tasi sulla prima casa, il taglio dell’Ires e interventi su Irpef e pensioni minime.

 

Professore, che cosa ne pensa di questo piano?

In realtà non esiste nessun piano, mancano le stesse coperture e i dettagli, e l’uscita di Renzi è stata completamente improvvisata. Lo stesso ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, non sa nulla del piano. Stiamo commentando l’ennesima fanfaronata di un campione di questa specialità.

 

Renzi ha promesso che resterà sotto al 3%. Ci riuscirà?

Il punto è che l’Italia non deve restare sotto al 3%, ma rispettare il pareggio di bilancio. Anzi dovremmo raggiungere un avanzo, in quanto nel 2016 entra in funzione il Fiscal compact. Quest’ultimo prevede che l’Italia riduca il suo debito pubblico di un ventesimo l’anno. Il vincolo del 3% dunque non esiste più.

 

E quindi?

Tenuto conto che l’1% vale 15 miliardi, si spiega perché Renzi non ha problemi a dire che troverà 50 miliardi. Lo stesso Def scritto dal governo prevede da qui al 2020 ben 100 miliardi di entrate fiscali in più. I numeri presentati da Renzi in Europa del resto sono completamente differenti.

 

Come si spiega tutto ciò?

La sua spiegazione è che potremo fare diversamente grazie alla crescita, che per ora non c’è, e a sforamenti in Europa, che abbiamo visto quanto siano stati tollerati con la Grecia. Se qualcuno riesce a credergli è bravo.

 

Renzi riuscirà a convincere l’Europa a concedergli margini di flessibilità rispetto al Fiscal compact?

Renzi non ha nessuna intenzione di non rispettare il Fiscal compact. Molto più semplicemente il nostro premier non sa di che cosa sta parlando. Vorrei proprio vedere Renzi che va a Bruxelles e che dice che non rispetta il Fiscal compact.

 

Da un punto di vista politico invece la mossa di Renzi serve per fare entrare i verdiniani in maggioranza?



  PAG. SUCC. >


COMMENTI
22/07/2015 - ma l'intervistato sa quel che dice? (umberto persegati)

Mi chiedo con quali mezzi sarebbe calcolato il reddito, da assoggettare all'aliquota unica 15%, abolendo 730 e UNICO! Forse un reddito a forfait per ciascun cittadino?

 
22/07/2015 - Eurolandia deve reflazionare (Carlo Cerofolini)

E se, anziché pensare di andare subito verso l’allentamento/superamento dei vincoli Ue, non è che sarebbe, tanto per incominciare, più opportuno puntare con forza anche sul rispetto delle regole che si è data l’Ue stessa e che fissano al 6% il surplus nel triennio della bilancia dei pagamenti delle varie nazioni, mentre da anni questo limite è tranquillamente e impunemente superato da Germania (7%), Olanda (10,9%), Svezia (6,8%) e Danimarca (6,3%)? Infatti se questo limite fosse rispettato, costringerebbe dette Nazioni a reflazionare cioè a distribuire centinaia di miliardi (stipendi & C.) in favore dei loro cittadini che così - potendo spendere questi denari - farebbero ripartire alla grande l’economia dell’intera eurozona. Perché allora l’Italia non si impunta su questo?

 
22/07/2015 - Borghi e Lega (Ma BA)

Da comune cittadino non economista, quando sento parlare di abbassamento delle tasse, proposta di flat-tax etc. sono preso da un sentimento di "speranza" che però ad un esame più attento si smoscia subito. Infatti si parla sempre e solo di sforamento del deficit del 3%, cioè aumento del debito come soluzione, ma nessuno parla, nemmeno qui, nemmeno Salvini e tantomeno Renzi, in termini precisi e concreti su cosa, come e quando tagliare la spesa pubblica, senza di che il taglio delle tasse è solo una promessa elettorale sul groppone come sempre dei futuri giovani. Non parlano nemmeno, non un accenno alle proposte (di Savona, di Baldassarri) per l'abbattimento del debito pubblico, proposte concrete e fattibili, ma che ridurrebbero il potere dei partiti. Non cambierà niente purtroppo.