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SPY FINANZA/ La Russia minacciata da una "palla di neve"

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Vladimir Putin (Infophoto)  Vladimir Putin (Infophoto)

E che il momento sia particolarmente delicato per certi equilibri ce lo conferma anche un'altra notizia proveniente dalla Russia, alle prese anche con un grattacapo da 42 miliardi di dollari legato al debito locale e alle sanzioni occidentali. Come ci mostra il primo grafico a fondo pagina, i bond municipali russi hanno ricominciato a salire, oggi al massimo da sei settimane, a causa delle crisi debitorie di alcune regioni, tra cui la Chukotka, Belgorod e tre aree a nord del Caucaso, dove le ratio debito/entrate sono al 100%, per la Chukotka addirittura al 140%. Questa impennata debitoria è figlia legittima di un decreto del 2012 con il quale Vladimir Putin aumentava la spesa sociale, atto che ha contribuito al raddoppio del carico debitorio in 80 regioni del Paese fino a 2,4 triloni di rubli (42 miliardi di dollari) e sul quale si dovrà operare roll entro i prossimi due, tre anni, come ci mostra il secondo grafico. 

Ora, con le sanzioni legate al caso ucraino che inibiscono i governi locali dal finanziamento sui mercati di capitale, la situazione delle finanze municipali sta tramutandosi nella proverbiale palla di neve, visto che si ricorre sempre più spesso a finanziamenti bancari molto costosi per garantire la spesa sociale. Per Moody's, le richieste di ulteriore finanziamento saliranno del 25% quest'anno, spinte dalla spesa per sanità, educazione e utilities. Standard&Poor's parla già di «possibile incremento dei default», visto che già nel primo trimestre un governo regionale ha ritardato un pagamento legato al capitale di un prestito bancario. E il rischio è duplice. 

Primo, il default di una regione molto grande potrebbe bloccare o almeno complicare l'accesso al mercato anche al ministero delle Finanze stesso e, secondo, se si attenderà a intervenire in aiuto alle regioni, il debito potrebbe crescere ancora e portare con sé rischi maggiori di default. A oggi le amministrazione locali hanno un deficit di 625 miliardi di rubli, su del 42% dall'anno scorso e stando a dati dell'Alta Scuola di Economia di Mosca, 75 regioni le scorso anno avevano un gap di budget. 

E a dispetto delle riserve russe, fiaccate dalla difesa del rublo di inizio anno ma ancora in grado di tamponare rischi simili, anche la Banca centrale russa pare nervosa: "Dato l'alto carico di debito, l'accesso a fonti di finanziamento di mercato potrebbe essere parzialmente chiuso per alcune regioni. Inoltre, queste regioni potrebbero avere difficoltà a rifinanziare il debito esistente, perché le banche stanno cominciando a diventare più selettive nell'assegnazione dei criteri di rischio legato alle amministrazioni locali". 

Se per caso la Fed gioca la carta folle del rialzo dei tassi anticipato, svelando la strategicità tutta politica della mossa, il mondo potrebbe diventare davvero un posto pericoloso.

 

 



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