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SPY FINANZA/ La fine dell'euro "firmata" Germania

Pubblicazione:lunedì 27 luglio 2015

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Ora bisogna riconoscere che alla fine la partita diplomatica l'ha vinta Tsipras, poiché non esiste la possibilità per un Paese di essere cacciato dall'Ue e dalla moneta unica. Il rilievo da fare però è che il conto salato di questa vittoria la pagherà il popolo greco. Ma le cose, a mio modesto parere, non andranno come previsto da Tsipras. Le cose sbagliate non possono funzionare. Il governo tedesco non si può permettere politicamente di continuare a pagare il conto di un Paese che non riesce a uscire dalla crisi, anche se i tedeschi hanno una buona parte di responsabilità. E siccome non è possibile far uscire la Grecia, siccome non è possibile cacciare la Grecia, allora sarà la Germania a uscire dall'euro. Faranno quello che, in modo molto miope, hanno sempre fatto: i loro interessi. 

Ora che c'è il conto salato della Grecia, stare nell'euro non conviene più. Hanno fatto i loro interessi guadagnando con surplus di bilancio (contro le regole europee) e impoverendo le periferie europee, ora però ci sarebbe da pagare il conto. La Grecia non è e non sarà in grado di pagare il suo debito: questo è un fatto oggettivo che solo la politica si rifiuta di riconoscere. Quando questo fatto oggettivo diventerà inesorabile, a questo si aggiungerà il debito impagabile di Portogallo, Spagna, Italia, Francia, ecc.

La fine dell'euro è quindi nelle cose. Meglio uscirne prima secondo un piano ben preparato, piuttosto che uscirne poi subendo dinamiche che non si possono controllare. La Germania quindi uscirà dall'euro e non sarà la sola; è facile prevedere che l'accompagneranno molti paesi del nord Europa. Tutto questo porterà a ulteriori attriti internazionali e a nuove sofferenze. Niente di buono per i popoli.



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