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Economia e Finanza

TAGLIO TASSE/ Il “complotto” contro Renzi (e quello contro le famiglie)

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Esiste comunque quindi, un metodo forte e diffuso: sino al 2008, quando la Scuola di Pubblica amministrazione (Snpa) ha deciso di non proseguire su questa linea. La Snpa ha tenuto circa 300 corsi di formazione per funzionari e dirigenti a carattere sia polivalente che per settori specifici (beni culturali, istruzione, agricoltura, trasporti e via discorrendo). Dunque, c’è anche il personale formato, almeno nella metodica di base. In via sperimentale, poi, il ministero dell’Economia e delle Finanze, la Fondazione Ugo Bordoni e altri hanno affrontato metodiche più avanzate. Quindi, c’è un terreno su cui costruire, se si vuole. Ma non darà risultato in tempi brevi. E l’orizzonte temporale di Renzi è la primavera 2018.

Quindi si andrà verosimilmente al metodo b) - un po’ il “gioco delle tre carte” utilizzato nel recente passato. Ora, però, le autonomie non sono pronte ad alzare balzelli locali per compensare la mancanza di gettito derivante dalle riduzioni tributarie per assicurare a Renzi un nuovo lungo soggiorno a Palazzo Chigi.

L’idea è di re-introdurre la “tassa sul morto” (l’imposta di successione) sui ceti medi abbassando la franchigia (ora un milione di euro) a 200 mila euro e portando l’aliquota al 20% (ora la più elevata è l’8% per lasciti a terzi con cui non si è lontanamente imparentati). Nessuno ha detto a Renzi che quando tale tassa era in vigore i costi di esazione superavano il gettito: alla “vittima designata” (Renzi sappia che tale lo considerano non solo l’opposizione interna al Pd ma anche numerosi suoi “amici”) certe cose è meglio non farle sapere. Infatti, le bozze di provvedimenti sulla “tassa sul morto” stanno diventando l’arma in mano ai complottatori.

L’idea è stata partorita da emuli di Thomas Piketty in quel di Tor Vergata, i quali però non hanno tenuto conto né degli aspetti “deboli” nel pensiero e nei numeri del loro “maestro”, né delle implicazioni. In primo luogo, l’ultimo rapporto Istat alla mano dimostra che in un’Italia che invecchia anziani e pensionati sono la principale fonte di risparmio (per proteggere figli e nipoti) e che il 25% delle pensioni dei ceti medi viene destinato a costituire previdenze integrative o altri supporti per le giovani generazioni - proprio quelle che Renzi dice di voler tutelare e che sarebbero le più colpite dalla sua proposta. Sarebbe un colpo durissimo alle famiglie, su cui Renzi dice di appoggiare il proprio consenso elettorale.

In secondo luogo, nei paesi in cui la “tassa sul morto” è stata re-introdotta e portata ai livelli elevatissimi (i maggiori nell’Ue) di cui si parla, capitali e investimenti sono corsi all’estero, con le conseguenze che si possono immaginare su crescita e occupazione. In breve, sarebbe uno schiaffo a Franco Modigliani che teorizzo il “ciclo vitale del risparmio”. Circolano aliquote e soglie di franchigia anche sulla stampa. Presumibilmente per dare modo a chi può di trasferire i risparmi all’estero.

Perché tanto accanimento contro il povero Modigliani? Qualcuno al Nazareno ha letto un libretto edito circa vent’anni fa da Vallecchi di Firenze Dialogo tra un Professore e la Banca d’Italia - Modigliani, Carli e Baffi di Paolo Peluffo, Consigliere della Corte di Conti di sede proprio nella città del Giglio? Nel libro si racconta come venne creato quel modello econometrico della Banca d’Italia che causa tante puntatine di spillo all’Esecutivo. Unitamente al teorema sul ciclo vitale (che mette a repentaglio tagli e tasse, specialmente se sul morto) ce ne è abbastanza per chiedersi perché questo Unitalian si fregi di un Nobel che dovrebbe essere rottamato.

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COMMENTI
27/07/2015 - Questa tassa sarà la Waterloo di Renzi (Carlo Cerofolini)

Siccome Dio rende ciechi coloro i quali vuol perdere è bene che Renzi, prima che mandi definitivamente in rovina l’Italia, renda operativa la tassa sull’eredità, perché così questa sarà la sua Waterloo elettorale.