BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |

TAGLIO TASSE/ Il “complotto” contro Renzi (e quello contro le famiglie)

Ridurre le tasse in Italia è molto importante. A quanto pare, però, Renzi ha scelto di farlo in un modo rischioso per sé e per le famiglie. GIUSEPPE PENNISI ci spiega perché

Infophoto Infophoto

Dato che i suoi indici di popolarità sono in calo, Matteo Renzi ha lanciato da Milano, all’improvviso, l’ipotesi di un piano pluriennale per ridurre le imposte, iniziando da quelle sulla prima casa, nell’arco dei prossimi tre esercizi finanziari, così da ridurre la pressione fiscale di 55-80 miliardi di euro.

È un programma, per ora delineato in termini molto generali, che deve essere preso sul serio. In queste settimane, è andato a ruba un libretto, gustosamente illustrato da Vincino, del centro studi ImpresaLavoro E io pago, in cui 17 esperti dei più differenti ambiti della cultura e delle professioni (non solo economisti) denunciano la vera e propria “oppressione fiscale” che schiaccia l’Italia. Tuttavia, il programma deve essere specificato e quantizzato nei dettagli, anche per non dare adito a illazioni (provenienti proprio da “ambienti di Palazzo Chigi”) che potrebbero rendere l’intera operazione inefficace e inefficiente - farla anzi diventare un ‘boomerang’ nei confronti del Governo.

Un programma di tali dimensioni si finanzia: a) o aumentando il disavanzo di esercizio e il debito pubblico; b) o incrementando altre tasse e imposte; c) o riducendo la spesa pubblica. Il metodo a) ci è praticamente vietato dai Trattati europei; nonostante gli sforzi del Governo, l’Italia ha ottenuto pochissima flessibilità a riguardo. Come è d’uopo in un’unione monetaria. Fu il metodo - vale la pena ricordarlo - applicato negli Usa dalla prima Amministrazione Reagan; una conseguenza fu un forte deprezzamento del dollaro. A noi ciò è chiaramente precluso; potremo, al più, ottenere di superare temporaneamente e per solo qualche decimale il vincolo secondo cui l’indebitamento delle pubbliche amministrazioni non possa superare il 3% del Pil se il superamento è necessario per investimenti quali quelli del Piano Juncker.

Il metodo c) dipende dalla spending review che sinora non ha dato grandi risultati, nonostante il susseguirsi di commissari. Tuttavia, molto si può fare in materia di riduzione della spesa di parte corrente. Non tanto sulla base delle 72 pagine di Executive Summary stilate da Carlo Cottarelli in persona e le 721 dei rapporti dei gruppi di lavoro all’uopo istituiti, documenti dove non mancano buone idee ma prive di metodo. In Italia tale metodo è stato introdotto nel 1982 in via sperimentale per una piccola parte dell’investimento pubblico. Nel 1985 e nel 1991 l’allora ministero del Bilancio ha pubblicato, con il Poligrafico dello Stato, manuali, successivamente aggiornati dall’Uval (l’unità di valutazione che ha avuto differenti collocazioni istituzionali). Nel 2006, la Scuola Superiore della Pubblica amministrazione ha pubblicato un’aggiornata guida operativa. Nel 2012, il Cnel ha approvato un documento di osservazioni e proposte per aggiornare i parametri di valutazione a una fase di crescita lenta ove non di stagnazione.

In parallelo con questa letteratura “ufficiale” c’è stato un rigoglio di testi privati anche a ragione delle attività dell’Associazione italiana di valutazione e della rivista e collana di libri pubblicati dal sodalizio. Dal 1999 una legge ricalca la normativa americana che richiede analisi costi benefici per ciascuna legge di spesa. Ma non viene applicata. Non è stato neanche adottato, pur se proposto, il méthode des choix budegettaires che negli anni Ottanta in Francia ha permesso di mettere ordine nella spesa e, quindi, di giungere al Trattato del Louvre sulla parità di cambio tra franco francese e marco tedesco.


COMMENTI
27/07/2015 - Questa tassa sarà la Waterloo di Renzi (Carlo Cerofolini)

Siccome Dio rende ciechi coloro i quali vuol perdere è bene che Renzi, prima che mandi definitivamente in rovina l’Italia, renda operativa la tassa sull’eredità, perché così questa sarà la sua Waterloo elettorale.