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EUROTASSA/ Sapelli: sarà la fine della democrazia (e della vera Europa)

Pubblicazione:martedì 28 luglio 2015

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Riassunta così la questione, non rimane che da fare delle amare riflessioni. La prima di queste è che la crisi greca non ha insegnato nulla a coloro che dominano e istituzioni europee. E mi riferisco ai tedeschi. Per la maggioranza del gruppo dirigente democristiano e socialdemocratico germanico la politica di dominio della Germania e dei suoi alleati sull'Europa intera passa attraverso il pieno controllo di tutte le istituzioni europee, e questo pieno controllo può essere effettuato solo con l'istituzione di una Urstruktur, ossia di una superiore struttura di governo che condizioni tutti i sub-sistemi dell'oligarchia tecnocratica che governa l'Europa. Quale migliore superstruttura di un nuovo Ministero che avrebbe rispetto a tutte le altre direzioni eurocratiche un potere enorme perché si comporterebbe come una vera e propria autorità statuale dotata del secondo fattore fondamentale dello Stato in qualsivoglia longitudine e latitudine esso si presenti? Mi riferisco al monopolio dell'imposizione fiscale che fonda, com'è noto, la configurazione statuale della modernità unendosi al monopolio della forza e al monopolio del battere moneta. 

Non è un caso che questa idea dell'Urministerium, ossia di un super ministero, è ventilata da anni dal vero genio politico eurocratico, ossia Mario Draghi, che riesce a conservare la sua fedeltà atlantica agli Usa anche grazie alla distillazione di un'ideologia e di una pratica tecnocratica più di tutti gli altri ispirata a una filosofia federale dell'Europa. Infatti, ciò è proprio di una filosofia federale, ossia di una filosofia che si fonda sul superamento degli stati nazionali, attraverso il loro scavalcamento oligarchico effettuato tramite la castrazione del Parlamento europeo, che non ha nessun potere di compulsività delle leggi, ossia della loro attuazione se non passando per autonomie funzionali e quindi non elettive come la Commissione e il Consiglio.

L'Europa senza democrazia diventerebbe così perfettamente realizzata, privando i popoli di ogni possibilità storico-concreta di far sentire la propria voce sulle politiche europee attraverso la democrazia rappresentativa. Draghi, cervello fino, lo ha ben capito e con aristocratico disprezzo delle masse, che lo rende simpatico, quando quel disprezzo non nasconde, persegue quest'obiettivo. 

A questo punto vorrei che il lettore mi seguisse attentamente. Il suo obiettivo non è quello di Schäuble. Non vuole il dominio della Germania sull'Europa e proprio perché non lo vuole pensa che il meccanismo di sottrazione della sovranità ideato da Schäuble e impersonificato come servo-meccanismo da Mario Monti, sarebbe il terreno migliore per contendere alla Germania il dominio sull'Europa facendo invece prevalere quello degli Usa. Si invererebbe invece del confronto democratico un confronto tecnocratico dei pesi e delle rilevanze economiche sociali e financo militari in tutta segretezza, come già del resto avviene per quanto riguarda il famoso trattato transatalantico commerciale tra Europa e Usa, le cui trattative sono segretissime e di cui nulla trapela. Naturalmente Schäuble ha un'idea diversa e non a caso i suoi fedeli hanno ridotto Mario Draghi a un San Sebastiano trafitto da innumerevoli frecce.


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COMMENTI
29/07/2015 - Moeller è incerto (Claudio Baleani)

Moeller è incerto. Scrive una volta da tedesco e una volta da italiano, anche se in entrambi i casi per dire le stesse cose. Però come potergli dar torto? Certo, sulla impotenza dell'Italia verso il crimine non l'ha presa giusta, visto che in Germania il numero di omicidi per 100 mila abitanti è come in Italia e visto che in Germania il numero di furti e violenza sessuale è molto più alto. Però ha ragione. Sulla faccenda dei soldi per salvare la Grecia ha ragione. A parte il fatto che questi soldi non li tira fuori di certo la Germania e neppure l'Italia, ma un fondo salva-stati dove i paesi europei c'hanno messo pochissimi soldi veri, ha ragione. Ha ragione a dire che in Italia non affrontiamo i problemi. Per la verità nemmeno in Germania però sono molto bravi ad affrontare i problemi anche se siamo tutti disposti, a ragion veduta, a credere ad un paese che ha fatto due guerre, ammazzato milioni di persone, fatto debiti a rotta di collo senza mai pagarli. Tutti abbiamo preso per buoni i conti sul loro sistema previdenziale e sulle banche, ma le cose non stanno esattamente come hanno detto loro. I fuori di testa non ci credono. Però Moeller ha ragione.

 
28/07/2015 - @ Sig. Carlo Cerofolini (Moeller Martin)

L'Italia ha problemi, non l'Eurozona, che marcia invece a gonfie vele. Il rigore è l'UNICA strada per mantenere il benessere, i servizi ed uno stato sociale avanzato nel mondo globalizzato. Ad oggi i singoli stati elaborano in piena autonomia la migliore soluzione per il proprio paese fermo restando l'obiettivo del bilancio sostenibile, creando però squilibri tra di loro non solo per il diverso potenziale ma anche per l'incapacità di molti governi. E noi purtroppo ne abbiamo uno dei peggiori: siamo la terza economia d'Europa, abbiamo una forte industria manifatturiera, clima e posizione favorevoli ma siamo incapaci di affrontare i nostri problemi, il che ci porta a sprofondare nei debiti in presenza di un carico fiscale abnorme, avere servizi e prestazioni sociali indegni di un paese avanzato, inefficenze ad ogni livello oltre alla nostra cronica incapacità di affrontare la delinquenza. Magari avessimo un ministro competente a gestire le nostre fortune, italiano o straniero che sia.

 
28/07/2015 - Basta le cure Ue sbagliate ci uccidono! (Carlo Cerofolini)

Un medico che vuole guarire un ammalato, quando si accorge che i farmaci usati – nonostante un ragionevole aumento della dose – fanno solamente peggiorare la malattia, cambia le medicine e non continua ad aumentare la dose dei farmaci che evidentemente non funzionano. L’Ue invece non si comporta così perché è convinta che la soluzione dei problemi dei paesi di Eurolandia – nonostante i risultati economici e sociali globalmente sempre più negativi – risieda in sempre più rigore, integrazione, regole, leggi, ecc. e quindi insiste con questo cura sbagliata e in progress, che se non verrà cambiata radicalmente ci porterà alla rovina. Ribelliamoci, democraticamente, ma ribelliamoci, prima che sia troppo tardi!

 
28/07/2015 - Commento (Moeller Martin)

A parte le consuete farneticazioni sapelliane relative a tutto quanto c'è di tedesco ed alla idea bislacca che i destini dell'Europa vadano decisi dagli USA e non dagli europei, la proposta di un Minitero delle Finanze alimentata da una Eurotassa mette a nudo le contradizioni dei tanti europeisti della domenica di casa nostra. Non chiedono forse a gran voce che per risolvere i problemi serve 'più Europa'? Eccoli serviti, e non è la prima proposta in questo senso da parte dei disprezzati paesi del nocciolo Europeo e puntalmente respinte dai cosidetti periferici. Certo non piace ai vari Renzi & Co che gli italiani si rendano conto che i soldi per le loro politiche folli o per sostenere la Grecia escono dalle loro tasche. Molto meglio qualche astratto fondo europeo che si alimenta con soldi piovuti dal cielo o dalle tasche degli altri! Infine, è insano tacciare la nomina di un superministro da parte di 19 o 28 governi eletti come anti-democratico. Ma è triste dover constatare che mentre noi non neghiamo il diritto di voto agli europei residenti perfino alle comunali, tra i paesi avanzati nessuno sia disposto a condividere il potere politico con chi non è neanche in grado di rimuovere la spazzatura dalla propria capitale.