BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

EUROTASSA/ Sapelli: sarà la fine della democrazia (e della vera Europa)

Pubblicazione:martedì 28 luglio 2015

Infophoto Infophoto

Lo stesso disegno di condizionamento tecnocratico, con certo minor vigore intellettuale, lo ha anche il povero Hollande, che enuncia lo stesso ragionamento ideologico-tecnocratico di Draghi, mettendo naturalmente al posto degli Usa la Republique, ossia la Grande Francia. Chi potrebbe scompigliare tutte queste carte è naturalmente Angela Merkel che dalla scuola tedesco-orientale e anche dalla Accademia delle Scienze è stata formata a comprendere il primato della politica. Angela sa, anche se spesso fa finta di non saperlo, che - come ha recentemente dimostrato la crisi greca e l'erompere di una pericolosissima democrazia referendaria e non più rappresentativa, impersonata da Syriza - non si può governare tecnocraticamente a lungo i popoli, soprattutto quando tali popoli si bastonano facendo, come diceva Machiavelli, l'unica cosa che un potere non deve fare dei suoi nemici: ferirli e non ucciderli. Ebbene, chi può pensare che un aumento delle tasse, in qualsivoglia forma esso si presenti, non venga subito vissuto da tutti i popoli europei come una scandalosa e dolorosissima ferita? 

Si dovrebbero convincere i popoli teutonici, i vichinghi, i popoli creditori a pagar di tasca propria per quelle cicale dei popoli debitori, oggetto di curiosità antropologica, che non sanno neppure raccogliere la spazzatura, come ben dimostrato da quella foto del New York Times scattata di recente in quel di Roma. E che dire poi dei popoli debitori che già adesso rinfacciano alla Germania di non aver pagato i debiti di guerra? Altro che la signora Le Pen e il signor Salvini et similia, altro che Podemos e Syriza! Assisteremmo non a rivoluzioni, ma a frantumazioni e disgregazioni sociali, assisteremmo a quello che il pensiero liberista radicale desidera, ossia la distruzione della società. Ma questa distruzione avverrebbe tra lacrime e sangue, tra una separazione dell'economia dal sociale e dall'Urstaat, ossia dal superstato, da tutti i popoli europei. 

E pensare che un pensatore tedesco che ho molto amato nella mia giovinezza, ossia Otto Hintze, giungeva a definire lo Stato "un popolo unito da una comunità di destino". Otto Hintze si sta rivoltando nella tomba. A questo punto diventerà importante la posizione che, rispetto a questo piano completamente folle, assumerà il governo italiano, dopo i recenti e ragionevoli annunci sulla necessità di abbassare il carico fiscale. Che cosa pensa Mario Monti lo so di già.



© Riproduzione Riservata.

< PAG. PREC.  

COMMENTI
29/07/2015 - Moeller è incerto (Claudio Baleani)

Moeller è incerto. Scrive una volta da tedesco e una volta da italiano, anche se in entrambi i casi per dire le stesse cose. Però come potergli dar torto? Certo, sulla impotenza dell'Italia verso il crimine non l'ha presa giusta, visto che in Germania il numero di omicidi per 100 mila abitanti è come in Italia e visto che in Germania il numero di furti e violenza sessuale è molto più alto. Però ha ragione. Sulla faccenda dei soldi per salvare la Grecia ha ragione. A parte il fatto che questi soldi non li tira fuori di certo la Germania e neppure l'Italia, ma un fondo salva-stati dove i paesi europei c'hanno messo pochissimi soldi veri, ha ragione. Ha ragione a dire che in Italia non affrontiamo i problemi. Per la verità nemmeno in Germania però sono molto bravi ad affrontare i problemi anche se siamo tutti disposti, a ragion veduta, a credere ad un paese che ha fatto due guerre, ammazzato milioni di persone, fatto debiti a rotta di collo senza mai pagarli. Tutti abbiamo preso per buoni i conti sul loro sistema previdenziale e sulle banche, ma le cose non stanno esattamente come hanno detto loro. I fuori di testa non ci credono. Però Moeller ha ragione.

 
28/07/2015 - @ Sig. Carlo Cerofolini (Moeller Martin)

L'Italia ha problemi, non l'Eurozona, che marcia invece a gonfie vele. Il rigore è l'UNICA strada per mantenere il benessere, i servizi ed uno stato sociale avanzato nel mondo globalizzato. Ad oggi i singoli stati elaborano in piena autonomia la migliore soluzione per il proprio paese fermo restando l'obiettivo del bilancio sostenibile, creando però squilibri tra di loro non solo per il diverso potenziale ma anche per l'incapacità di molti governi. E noi purtroppo ne abbiamo uno dei peggiori: siamo la terza economia d'Europa, abbiamo una forte industria manifatturiera, clima e posizione favorevoli ma siamo incapaci di affrontare i nostri problemi, il che ci porta a sprofondare nei debiti in presenza di un carico fiscale abnorme, avere servizi e prestazioni sociali indegni di un paese avanzato, inefficenze ad ogni livello oltre alla nostra cronica incapacità di affrontare la delinquenza. Magari avessimo un ministro competente a gestire le nostre fortune, italiano o straniero che sia.

 
28/07/2015 - Basta le cure Ue sbagliate ci uccidono! (Carlo Cerofolini)

Un medico che vuole guarire un ammalato, quando si accorge che i farmaci usati – nonostante un ragionevole aumento della dose – fanno solamente peggiorare la malattia, cambia le medicine e non continua ad aumentare la dose dei farmaci che evidentemente non funzionano. L’Ue invece non si comporta così perché è convinta che la soluzione dei problemi dei paesi di Eurolandia – nonostante i risultati economici e sociali globalmente sempre più negativi – risieda in sempre più rigore, integrazione, regole, leggi, ecc. e quindi insiste con questo cura sbagliata e in progress, che se non verrà cambiata radicalmente ci porterà alla rovina. Ribelliamoci, democraticamente, ma ribelliamoci, prima che sia troppo tardi!

 
28/07/2015 - Commento (Moeller Martin)

A parte le consuete farneticazioni sapelliane relative a tutto quanto c'è di tedesco ed alla idea bislacca che i destini dell'Europa vadano decisi dagli USA e non dagli europei, la proposta di un Minitero delle Finanze alimentata da una Eurotassa mette a nudo le contradizioni dei tanti europeisti della domenica di casa nostra. Non chiedono forse a gran voce che per risolvere i problemi serve 'più Europa'? Eccoli serviti, e non è la prima proposta in questo senso da parte dei disprezzati paesi del nocciolo Europeo e puntalmente respinte dai cosidetti periferici. Certo non piace ai vari Renzi & Co che gli italiani si rendano conto che i soldi per le loro politiche folli o per sostenere la Grecia escono dalle loro tasche. Molto meglio qualche astratto fondo europeo che si alimenta con soldi piovuti dal cielo o dalle tasche degli altri! Infine, è insano tacciare la nomina di un superministro da parte di 19 o 28 governi eletti come anti-democratico. Ma è triste dover constatare che mentre noi non neghiamo il diritto di voto agli europei residenti perfino alle comunali, tra i paesi avanzati nessuno sia disposto a condividere il potere politico con chi non è neanche in grado di rimuovere la spazzatura dalla propria capitale.