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Economia e Finanza

SPILLO/ Il "teorema" dello Stato nemico che passa dall'Agenzia delle Entrate

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Sì, lo Stato è il nostro nemico, come scriveva Albert Jay Nock, solo che noi, non essendo amici della retta ragione e della ragionevolezza, il delicato e sereno common sense anglosassone, non vogliamo riconoscere ciò. Un certo sano cattolicesimo di una volta tutte queste cose le aveva chiare e le diceva anche, basterebbe leggere don Sturzo, il Card. Newman, perfino don Milani, don Giussani, Romano Guardini, col suo saggio sul potere e il pendant perfetto, la riflessione sulla modernità, Papa Pio X, Pio XI, Pio XII, con la lettura del doppio incastro tra la dittatura della finanza e lo strapotere delle élites agnostiche e atee dello Stato. Poi ci sarebbe Christoher Lasch, con la sua teoria della ribellione anarcoide - dunque, viva l'entropia! - delle élites, Donoso Cortes, insigne pensatore ovviamente oggi negletto dal mainstream cattolico e salottiero. 

Noi queste cose le sapevamo, una volta, le sapeva anche il prevosto di campagna. Dopodiché la modernità, come profetizzava Guardini, è passata da essere condizione storica ad habitus mentale permanente, e si è aperta la stagione della rimozione, delle dissonanze cognitive, del caos intellettuale. Anzi, di più: qui si apre la stagione, mai del tutto nuova, dell'autosabotaggio intellettuale, ma questa è davvero un'altra storia, sebbene sequel della precedente.

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