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CRISI GRECIA/ 1. La "sconfitta" che unisce Tsipras e Merkel

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Alexis Tsipras e Angela Merkel (Infophoto)  Alexis Tsipras e Angela Merkel (Infophoto)

In guerra, come in amore, tutto vale. Anche l'utilizzo del crowfunding, la frontiera della finanza democratica on line che si è mobilitata a favore della Grecia. Chi vuole, può contribuire attraverso il sito alla colletta per raccogliere 1,6 miliardi di euro, tanti quanti ne occorrono per saldare il debito di Atene nei confronti del Fondo monetario internazionale. Per ora hanno risposto all'appello meno di 100.000 persone che hanno raccolto meno di 1,5 milioni euro. L'obiettivo, insomma, è lontano. Ma i sottoscrittori avranno un motivo di consolazione. Chi ha versato 10 euro riceverà in segno di riconoscenza una bottiglia di ouzo più, con una modica aggiunta di 3 euro, una cartolina da Atene con l'immagine di Alexis Tsipras. Con 6 euro si avrà diritto a una porzione di Feta e olive e su su fino al contributo massimo: un milione di euro. Senza contropartite, salvo "l'eterna gratitudine del popolo greco". Finora non si è trovato un solo volontario super-ricco.

Anche questa mossa originale ed estrema sta a testimoniare, a tre giorni dalla chiamata alle urne, l'enorme valore simbolico che ha ormai assunto il confronto sulla crisi greca. Un duello che va assai al di là, ormai, della pur importante posta finanziaria in gioco: siamo di fronte a un una sfida che riguarda il futuro dell'euro. E non ha torto Angela Merkel quando sostiene che se salta l'euro salta l'Unione europea che, tra dissensi sui migranti, difficoltà sul fronte ucraino e così via, o si trincera a difesa della moneta unica o naufraga. Detto ciò, non si possono nascondere pecche e limiti dei due partiti in campo.

1) Siryza si è giocata in questi 5 mesi molti consensi. A suo favore resiste un argomento forte: la politica dell'austerità imposta ad Atene si è rivelata un disastro. La proposta avanzata dall'Eurogruppo non offre alcuna speranza: il rischio è un nuovo calo del Pil, nell'ordine del 3% (fonte Deutsche Bank) o anche più. Ma la resistenza di Syriza non si è accompagnata ad alcuna proposta costruttiva. Anzi, nel corso del negoziato Yannis Varoufakis e Alexis Tsipras non hanno mai dato la sensazione di puntare ad altro che a una nuova iniezione di quattrini senza alcuna condizione. Nel frattempo sono stati presentati piani campati per aria e solo in apparenza di "sinistra". Anziché intervenire sull'età di pensionamento o sulle pensioni più alte, Atene ha proposto l'innalzamento dei contributi previdenziali a danno della competitività dell'economia , già colpita dalla richiesta di equiparare il salario minimo dei giovani con i lavoratori più esperti, a ulteriore danno per l'occupazione giovanile. Varoufakis ha poi proposto piani di ammortamento dei debiti fiscali così generosi, ha scritto Carlo Bastasin su Il Sole 24 Ore "da azzerare ogni incentivo a pagare regolarmente le tasse in un Paese in cui l'evasione fiscale è endemica". Insomma, con tutta la buona volontà, è difficile apprezzare il patchwork un po' ideologico, un po' accademico messo assieme da Tsipras. Senza dimenticare che, al di là dell'appoggio delle forze populiste di destra e di sinistra, la piattaforma greca di sicuro non piace affatto alla maggioranza dei tedeschi, degli scandinavi e di buona parte dell'Europa dell'Est.



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