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CRISI GRECIA/ 2. Piller (Faz): sotto il materasso dei greci c'è la chiave per uscirne

In piazza ad Atene (Infophoto) In piazza ad Atene (Infophoto)

Ho tanti amici greci che mi hanno detto che tengono i soldi sotto al materasso da molto tempo. In tanti sapevano che si rischiavano settimane di turbolenze, e per i pagamenti di tutti i giorni hanno fatto delle provviste di liquidi. Certamente sono soprattutto le persone della classe media, mentre i poveri non potevano tenersi che delle piccole somme, ed i ricchi hanno comunque i milioni all’estero.

 

Una delle critiche mosse alla Grecia è l’età pensionabile ritenuta troppo bassa. Ma in fondo il problema non è la mancanza di regole comuni europee?

Gli esperti greci affermano che al momento le finanze previdenziali sono un grande buco nero, in quanto ci sono regole che facilitano eccessivamente il pensionamento anticipato, eppure pensioni quasi regalate. L’effetto di quest’ultimi si traduce in un incentivo a non pagare i contributi e in assegni molto più ricchi rispetto a quanto si è versato. Per quanto riguarda l’età del pensionamento, a fine maggio Tsipras ha proposto qualche aggiustamento per portare nel servizio pubblico l’età media dell’entrata in pensione a 56,3 anni nel 2016. E’ un vero e proprio lusso, non trovo giusto che a pagarlo siano degli altri Paesi.

 

Non dovrebbe essere l’Ue a dettare regole comuni?

No. Il Parlamento greco può decidere quello che vuole ma non può chiedere che gli altri 18 Paesi dell’Eurozona, alcuni dei quali sono più poveri, paghino per lussi che un tempo Atene si è potuta permettere solo grazie a un’economia drogata che viveva di credito.

 

Negli Usa ci sono regole sulle pensioni che valgono per tutti gli Stati. Perché in Europa non è così?

Lo chieda a Bruxelles, ma non mi sembra questo il problema.

 

Lei prima ha detto che in Grecia si va in pensione troppo presto. Perché adesso afferma che non è questo il problema?

Non ci siamo capiti. La Grecia deve pagare molti miliardi per le pensioni, al punto che si è creato un buco nero. Uno Stato come la Grecia che è vicina alla bancarotta può permettersi di continuare con questo lusso, e chiedere ai contribuenti italiani, portoghesi, slovacchi e spagnoli di pagare al suo posto?

 

Nel 2010 anche la California era vicina alla bancarotta. Perché oggi quel problema è risolto, mentre la crisi greca sta durando da cinque anni?

 Perché gli Stati Uniti hanno un unico governo. Se la Sicilia rischiasse il default, Roma troverebbe una soluzione in quanto incassa delle tasse direttamente dagli stessi siciliani. Inoltre ci sono leggi e una Costituzione uguali per l’Italia intera. Al momento invece l’Europa è una confederazione, non uno Stato.

 

Quindi il problema non è la Grecia, bensì l’Europa che non sta funzionando…


COMMENTI
03/07/2015 - Il propagandista (Claudio Baleani)

Tobias Piller è un giornalista molto conosciuto e stimato anche in Italia. Quando parla di certi argomenti però diventa un propagandista. Chiede: perché gli italiani, i portoghesi e tutti gli altri mezzi disastrati e morti di fame europei dovrebbero pagare per i debiti dei greci? La domanda sottende la risposta: non c'è ragione. Chi potrebbe dargli torto? E chi potrebbe darmi torto se faccio anche io una domanda che sottende una risposta: perché i creditori della Germania hanno rinunciato ai loro soldi per finanziare la riunificazione? Perché noi italiani siamo andati a comprare il debito pubblico greco dalle banche tedesche partecipando al fondo salvastati? Non so quale risposta potrebbe dare il geometrico Tobias, però credo potrebbe essere questa: perché noi siamo la Cermania e siamo bravi ed affidabili. Io risponderei che è affidabile chi non scatena guerre e chi paga, non quelli che hanno la faccetta carina.