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Economia e Finanza

FINANZA E POLITICA/ Così Monti svela il piano degli eurocrati sull'Ue

Mario Monti (Infophoto)Mario Monti (Infophoto)

Cosa emerge da questa duplice posizione? Da un lato, qualcosa che somiglia sempre di più all'esperienza di Hegel, quando vide "lo spirito del mondo a cavallo", vale a dire Napoleone, un altro che quanto a "governance dell'eurozona (del tempo)" non scherzava. Monti compie l'operazione del Barone di Münchhausen: si tira fuori dalle sabbie mobili dell'Europa tirandosi fuori per il codino che tiene legati i capelli. Da un lato, l'Europa ha un deficit strutturale, ma questo deficit è sempre a carico degli Stati e di chi osa mettere in discussione il paradigma-Ue come tale; dall'altro, se qualcuno può risolvere il problema, ebbene questo qualcuno è solo la megamacchina astratta e burocratica dell'Ue, che fa capo alla "governance", una parola con trentasei significati tecnici diversi, basta consultare qualche dizionario di economia e sociologia per verificarlo, e che ha bisogno di avere a capo - ecco il salto dialettico ultimo, sintetico: tesi-antitesi-sintesi -: "l'equivalente di un ministro del Tesoro dell'eurozona". Fine qui la parola di Monti: "equivalente" che, insieme a "equipollente", manda ai matti i sociologi, gli analisti e perfino gli statistici di ogni età, epoca, ordine e grado. Proprio qui avviene ciò che deve avvenire, secondo l'hegelo-marxismo del Prof. Monti: la "governance" è legata alle funzioni del Tesoro e a una Ue sempre più definita dal governo del denaro in larga misura destinato dalla Germania, in questa determinazione dei rapporti di forza con questa unità di misura, al resto dell'Unione. 

3) In questa cornice, tutt'altro che banale, anzi avvincente, perché avvince tutto ciò che vince, e questa realtà sta vincendo in tutta Europa, anzi sta influenzando perfino Obama, Monti disegna la graduatoria di chi sembra "nemico" e invece è "amico", leggi la Germania, e di chi sembra "amico" dei popoli e invece è acerrimo "nemico" di questi ultimi, si vada alla voce Grillo & Salvini. Naturalmente, anche Renzi sbaglia, e merita dunque il limbo degli sprovveduti impenitenti o impuniti, come si dice a Roma. 

Renzi non può permettersi di dire che l'Europa "non deve fare la maestrina con la penna rossa". E perché non deve dire questo? Semplice - ecco l'altro nucleo di pensiero oggettivistico e deterministico di Monti -: perché è inutile, il tracciato storico è questo, il resto è davvero noia rispetto ai grandi circuiti finanziari, istituzionali e mondiali che fanno dell'Ue una leva gigantesca, ad esempio, del mercato delle currencies, delle valute. Punto e a capo. Togliti di mezzo, ragazzino, perché "per far funzionare l'Europa la competenza è indispensabile". Ancora una volta: i tecnici domineranno sempre, consenso delle urne o meno. Ma, altro salto dialettico, "più politica in Europa ci vorrebbe proprio. Ma non quella che in genere vediamo oggi negli Stati membri: una politica schiacciata sul brevissimo periodo e pronta a immolare l'interesse generale sull'altare dei sondaggi". 

Lasciamo da parte il fatto che anche Monti abbia fatto parte di questo giro politico in qualità di Presidente del Consiglio, non è questo il punto. Il punto è questo: in questa cornice autoreferenziale e costruita dialetticamente, con tutti gli incastri e le connessioni realmente appoggiati su dati quantitativi e finanziari in prospettiva sempre più governati dalla macchina burocratica, non c'è partita. I giochi sono fatti e il mondo globalizzato postmoderno acquisisce un nuovo paradigma continentale capace di contenere il massimo del dispotismo legale legittimato dall'alto, con il minimo di democrazia reale esercitabile nella concretezza della vita dei popoli. Non è una visione da demonizzare o censurare, tutt'altro, contiene brillanti elementi ingegneristici, anzi, al contrario, deve essere marxisticamente elogiato chi la propugna. 


COMMENTI
30/07/2015 - Marx e Hegel sono tedeschi pure loro. (Claudio Baleani)

Marx e Hegel sono tedeschi e la cosa migliore che hanno fatto è vendersi come grandi pensatori. Purtroppo abbiamo scoperto solo parecchio dopo che hanno detto un sacco di scemenze e di cose totalmente inutili. Perché non li lasciamo riposare in pace? La domanda che ci dobbiamo fare è un'altra: si possono ripagare i debiti che tutti gli stati europei e tutti i paesi industrializzati hanno fatto lasciando sostanzialmente integro il sistema produttivo e sociale? La risposta è no. Sia con l'eurotassa, sia con le tasse nazionali. Gli Stati Uniti quando nella loro storia finanziaria si sono trovati in situazioni di crash, come ne sono usciti? Mai aumentando le tasse e cercando di ripagare i debiti. A chi giova l'idea di trasformare il denaro da grandezza che misura il flusso in misuratore di ricchezza di stock? In realtà a nessuno, salvo a quelli che intendono comprare a prezzi bassi e cioè in situazione di penuria di circolante e desertificazione industriale. C'è una unica strada: la remissione dei debiti mediante acquisto dei titoli di stato da parte dell'istituto emittente, emissione di circolante sostitutivo, creazione di un fondo del debito irredimibile, concertazione di avanzo primario, abbassamento dei prezzi e delle tasse, riduzione normativa.