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FINANZA E POLITICA/ Così Monti svela il piano degli eurocrati sull'Ue

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Mario Monti (Infophoto)  Mario Monti (Infophoto)

Marx aveva una stima quasi esagerata nei confronti dei reazionari, perché essi insistevano sul terreno storico, proprio perché alla storia volevano pertinacemente re-agire. Qui Monti ci dice che la storia è già scritta e ha solo bisogno di interpreti degni di questo copione. Per Marx, Monti sarebbe un reazionario; per molti apologeti del capitalismo oligarchico e sotto controllo burocratico (l'ultimo "ircocervo" di geniale fattura, dopo il comunismo di mercato della Cina), il campione del progressismo mondialista. Sia come sia, resta una domanda sul terreno (anche storico): qual è il livello di sostenibilità storica di questa impresa di governance dell'eurozona, posto che, piaccia o meno a Monti, gli Stati sono ridotti come sono ridotti, i popoli perdono potere economico e le classi medie sono in grave crisi, e questi due esiti alimentano visioni alternative a quella hegelo-marxista, di natura tecnocratica, di Monti? 

Se è davvero la storia a dire che "la libertà è la coscienza della necessità" e che "tutto ciò che è reale è razionale", allora perché, nella concretezza del divenire storico, nell'oggi dei popoli, c'è uno scollamento così radicale nei confronti dell'Ue, tanto che neanche alcuni dei più solerti sostenitori del paradigma europeista sono più così tetragoni nel difendere questo vitello d'oro? Non sarà la Storia a rigettare le molte storie e narrazioni degli euroburocrati, che pure drizzano la schiena, a scrutare i segni delle "magnifiche sorti e progressive", come "lo spirito del mondo a cavallo"?



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COMMENTI
30/07/2015 - Marx e Hegel sono tedeschi pure loro. (Claudio Baleani)

Marx e Hegel sono tedeschi e la cosa migliore che hanno fatto è vendersi come grandi pensatori. Purtroppo abbiamo scoperto solo parecchio dopo che hanno detto un sacco di scemenze e di cose totalmente inutili. Perché non li lasciamo riposare in pace? La domanda che ci dobbiamo fare è un'altra: si possono ripagare i debiti che tutti gli stati europei e tutti i paesi industrializzati hanno fatto lasciando sostanzialmente integro il sistema produttivo e sociale? La risposta è no. Sia con l'eurotassa, sia con le tasse nazionali. Gli Stati Uniti quando nella loro storia finanziaria si sono trovati in situazioni di crash, come ne sono usciti? Mai aumentando le tasse e cercando di ripagare i debiti. A chi giova l'idea di trasformare il denaro da grandezza che misura il flusso in misuratore di ricchezza di stock? In realtà a nessuno, salvo a quelli che intendono comprare a prezzi bassi e cioè in situazione di penuria di circolante e desertificazione industriale. C'è una unica strada: la remissione dei debiti mediante acquisto dei titoli di stato da parte dell'istituto emittente, emissione di circolante sostitutivo, creazione di un fondo del debito irredimibile, concertazione di avanzo primario, abbassamento dei prezzi e delle tasse, riduzione normativa.