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DALLA GRECIA/ La domanda sulle banche che conta più del referendum

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Lo scrittore Petros Markaris è stato sintetico: dovremmo votare "ni", cioè tra "il peggio e il meno peggio". Per dire che lunedì si aprono le porte di un labirinto. Inutile descrivere i possibili scenari. Alexis Tsipras ha dichiarato che "quanto più forte sarà il no, tanto migliore sarà l'accordo". Se invece vincerà il sì, ha spiegato, si avvieranno "le procedure perché diventi legge la proposta delle istituzioni". E ha aggiunto: "Il giorno dopo saremo sulla stessa barca in cui entra acqua e dobbiamo salvarla". Purtroppo, in questa settimana sulla barca si sta assistendo a una lotta per decidere chi deve remare e chi buttar fuori l'acqua. 

Lunedì tutta questa asprezza di toni verrà dimenticata e si ritornerà alla normalità? E le banche apriranno? Questa è la domanda concreta che assilla la gente (non solo pensionati, ma buona parte del settore privato dell'economia, diciamo anche tanti fautori del "no"). Tsipras è stato chiaro: le banche apriranno quando verrà firmato il nuovo accordo. Intanto, Mario Draghi, aspetta un segnale da Bruxelles, che aspetta a sua volta un segnale da Atene, la quale aspetta un segnale da Berlino. Berlino consulterà gli altri governi?

Chi vincerà? Quasi tutta la stampa e i canali televisivi si sono schierati per il "sì", persino gli alti gradi dell'esercito hanno preso pubblicamente posizione. Per il "no" la piazza, poco numerosa, e gli attivisti di partito. Le polemiche sono accese e i toni spesso volgari e personali. Un sondaggio, da prendere con beneficio di inventario, dice che il "sì" sarebbe in vantaggio. Governo e opposizione stanno valutando le prossime mosse. Panagiotis Lafazanis, il ministro "dracmista", ha definito il referendum un "esperimento". Stai a vedere, ma è un sospetto, che il governo di sinistra, ha sperimentato il "dogma dello shock" professato dall'economista liberista Milton Friedman: bisogna creare nella popolazione un senso d'insicurezza e di stress psicologico tale che qualsiasi decisione politica ed economica diventi accettabile.

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