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Economia e Finanza

FINANZA/ Così l'Austria "spaventa" l'Europa più della Grecia

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Questi trattati sono attualmente discussi e concordati a porte chiuse tra i funzionari autorizzati e di questo non parla nessuno in Europa, tranne pochissimi blog o siti di informazione (come questo). In ogni caso in Austria i cittadini si sono organizzati e stanno sfruttando le leggi locali per uscire dall’Unione europea. A gennaio è partita la raccolta di firme per poter fare la proposta alla Corte Costituzionale e poter ottenere il permesso per la vera raccolta di firme. Hanno raccolto le diecimila firme necessarie senza difficoltà. Ora dal 24 giugno al 1 luglio c’è stata la vera raccolta di firme, il cui obiettivo era quello di raggiungere le centomila firme per poter chiedere direttamente il referendum senza chiedere l’approvazione del parlamento. Questo è un passaggio delicato perché nessun partito ha dato l’appoggio a questa richiesta e quindi si temeva giustamente che in Parlamento la richiesta fosse affossata.

Ma gli organizzatori hanno ottenuto un successo straordinario, considerata l’ostilità dei partiti e il completo silenzio dei media nazionali. Con il solo passaparola hanno raccolto oltre 261mila firme. Ora il referendum si deve tenere, c’è poco da fare. L’Europa scricchiola da tutte le parti. Occorre prenderne atto e iniziare a muoverci anche noi, prima che l’edificio crolli improvvisamente. Meglio essere vivi e spalare le macerie dopo, piuttosto che rimanerci sotto.

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