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REFERENDUM GRECIA/ 2. Le "fregature" nascoste nel voto

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La linea di Tsipras è che pur con un cambio fisso può finire tutto con un gran “volemose bene”. Nella realtà però l’euro fa sì che se ci sono degli aggiustamenti da fare bisogna muovere qualcos’altro. Con il cambio fisso cioè devono cedere i salari, e per raggiungere questo risultato bisogna creare disoccupazione o recessione.

 

In caso di una vittoria dei sì al referendum, Tsipras si dovrà dimettere?

È un referendum dal quale Tsipras uscirà comunque come un vincitore morale in quanto ha di fatto tentato di riportare un po’ di democrazia, sia pure in modo demagogico. D’altra parte siccome il premier greco ha avuto un mandato elettorale contro l’austerità, se i greci dicono sì all’austerità con il referendum effettivamente a questo punto avrebbe il dovere di dimettersi.

 

Per Varoufakis la permanenza della Grecia nell’euro non è negoziabile. La moneta unica è compatibile con la crescita economica da parte di Atene?

Varoufakis è schiavo di un condizionamento ideologico legato alla sua matrice di sinistra e a un certo nazionalismo ellenico che lo porta a vedere l’euro come positivo. A ciò si aggiungono motivi tattici, tali per cui ostenta la volontà di rimanere in un quadro normativo europeo e di combattere la battaglia al suo interno. Tutto ciò porta Varoufakis a fare affermazioni che dal punto di vista economico sono puro nonsense, perché senza uscire dall’euro la Grecia non ripartirà.

 

Se vincono i no al referendum ma senza uscire dall’euro, la Grecia è comunque spacciata?

Quello che non è chiaro è a che cosa sarebbe questo no. Il quesito e l’intera linea politica di Tsipras è menzognera. Il premier greco dice: “No all’austerità e sì all’euro”. Ma la Germania risponde chiaramente: “L’euro è l’austerità”. Il sottosegretario Zanetti ha sottolineato non a caso: “La Grecia vuole l’euro ma non vuole fare i sacrifici necessari”. Il paradosso è che le nostre elite prima ci hanno fatto credere che l’euro ci avrebbe aiutato, poi una volta entrati ci dicono che è una cosa che bisogna meritarci con sacrifici. D’altra parte se Tsipras non fa l’austerità, i greci si trovano più soldi in tasca e cominciano a comprare beni tedeschi, francesi e italiani con la moneta forte.

 

(Pietro Vernizzi)

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COMMENTI
05/07/2015 - Dopati (Giuseppe Crippa)

A Bagnai che paragona chi crede nell’euro a delle lumache dico che quelli che non ci credono assomigliano agli sportivi trovati dopati che protestano contro i controlli antidoping.