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EURO KAOS/ Sapelli: licenziamo la Merkel e Hollande

Angela Merkel e François Hollande (Infophoto) Angela Merkel e François Hollande (Infophoto)

Ricordo in forma esemplificativa questo nesso tra la storia di lunga durata e gli avvenimenti odierni perché consente di leggere questi ultimi in guisa significativa. L'entrata della Grecia in Europa negli anni recenti del Novecento, per questa ragione, non aveva e non ha nulla di consustanziale alla storia greco-ellenica: essa era ed è estranea a una razionalità nazionale capitalistica (come accade invece negli stati dell'Europa Continentale) tanto del mercato regolato, quanto dell'impresa pubblica comunemente intesa.

L'entrata della Grecia in Europa obbediva e obbedisce  a una ragione extra-economica: era ed è di natura geo-strategica. Era ed è la continuazione forzosa dell'inserzione nella tecnocrazia europea di una Grecia che non poteva che smarrirsi nel mondo occidentale, ossia non ortodosso e non post-ottomano.

Una prima inserzione forzosa era già avvenuta anni fa, ben prima del decennio ottanta del Novecento, per schiacciare nel sangue la guerra civile comunista titina dal 1944 al 1949, inserendo la Grecia nella Nato. L'inserzione nell'euro e nell'Ue era la continuazione di un'operazione artificiale di assimilazione della Grecia nell'Europa continentale e del sud, a cui essa apparteneva solo mitologicamente.

E Dio sa di quante mitologie abbiamo bisogno. Ma l'economia e la società greca erano e sono profondamente diverse dalle economie e dalle società degli stati continentali e del Sud del continente europeo. L'entrata nell'Ue e nell'euro non ha eliminato questa faglia di diversità. Anzi, l'ha vieppiù ampliata e l'ha resa tanto più profonda. Ed è questo il vero problema, diciamolo una volta per tutte.

È inutile e ipocrita piangere ora sul latte versato. L'arrivo della recessione da ordoliberalismus teutonico prima e da stagnazione secolare oggi allargherà la faglia sempre più e questo sarà il destino anche degli stati post-ottomani e di quelli baltici inseriti nell'Ue, anch'essi solo per motivi geo-strategici, ossia anti-russi.

Per questo occorre mantenere il sangue freddo e non precipitare le decisioni. Guai se si innesca il ciclo del default da debito con collaterali fondati su derivati che sono armi di distruzione di massa: il pericolo di contagio esiste ed è elevatissimo. E guai se si pensasse di risolvere la questione greca solo contando sul confronto tra la Grecia e l'Europa a trazione tedesca e a dominazione teutonico-nordica. Tutto potrebbe precipitare. E le condizioni del dramma già ci sono tutte perché, lo ripeto, non sono solo economiche. 

La tragedia è anticipata dalle trattative segrete che oggi stanno interessando greci e turchi ciprioti, da un lato, e russi e cinesi, dall'altro, per costruire una base di appoggio russa sull'isola. La Grecia, se questo rivolgimento geo-strategico avvenisse, vedrebbe compiersi il suo destino seguendo il solco di una tradizione fortissima della politica estera zarista: diverrebbe l'avamposto della penetrazione russa nel Mediterraneo saldando le radici euroasiatiche della Russia con quelle  attive da sempre nell'immaginario collettivo russo: la necessaria presenza nel Mediterraneo.


COMMENTI
07/07/2015 - Ha ragione Sapelli (Pietro Sita)

La crisi finanziaria internazionale (nessun paese ha superato a tutt'oggi la crisi se non con la manipolazione dei dati e le balle di Obama e Renzi) è dovuta al fatto che è crollato miseramente il sistema monetario che era stato pensato con gli accordi di Bretton Woods, per stabilire le regole delle relazioni commerciali e finanziarie tra i principali paesi industrializzati del mondo. Il sistema era poi stato rimaneggiato in peggio quando nel '71 gli USA fecero default nel momento in cui Nixon rifiutò di riconoscere la conversione del dollaro in oro al cambio concordato di 35 $ per oncia di oro. Si, gli americani fecero default ma nessuno ha osato ed osa dirlo... sarebbe lesa maestà. E' necessaria una conferenza internazionale, a cui partecipano tutti i paesi, per mettere finalmente fine al petrodollaro, stabilire nuove regole per le banche (soprattutto abolizione della riserva frazionaria!!). Il debito gigantesco che pervade ogni paesi nasce da questo, la Germania che fa finta di avere i conti in ordine ha un sistema bancario al collasso. I cittadini devono assolutamente cominciare ad informarsi evitando come la peste i mezzi di disinformazione di massa: RAI, MEDIASET, REPUBBLICA CORRIERE DELLA SERA; LA STAMPA ETC.

 
07/07/2015 - Il destini dell'Europa (Moeller Martin)

Pensare poi che il destini dell'Europa vada affidato non agli Europei ma ad una conferenza con Russia e Cina sotto guida USA è semplicemente da neuro!

 
07/07/2015 - Meglio licenziare Sapelli (Moeller Martin)

Non possiamo licenziare ne la Merkel ne Hollande per il semplice motivo che non li stiamo stipendiando! Stiamo però stipendiando il professore universitario Sapelli. Nello specifico, Sapelli basa la sua solita litania anti-europea raccontando frottole e anedoti storici insignificanti per giustificare le sue tesi. Se così non fosse, ci spieghi il nesso tra la nascita della monarchia nel 1815 (si 1815, non è un refuso!) e la pretesa di Tsipras di mantenere uno stato assistenziale assurdo a spese nostre! Ma l'intero quadro che dipinge della Grecia è falso. Sono entrati nell'Unione Europea in un periodo di generale espansione dell'Unione, insieme a Austria, Cipro, Spagna, Portogallo, Danimarca, Irlanda, Svezia, Norvegia (che ha rifiutato) e quindi parlare di geo-strategia è una grossa idiozia, così come sembra essere troppo complesso per il nostro professore universitario distinguere tra Ue ed Eurozona. Non contento descrive i Greci come un popolo levantino. Il sottoscritto con i propri impianti tessili ha lavorato molto in Grecia, paese stupendo. Vi assicuro per esperienza personale che i Greci e le aziende greche private (enorme falsità che la Grecia non abbia industria!) sono in tutto e per tutto europee. Altro che levantine, sono più filo-germaniche per correttezza, pagamenti compresi. E cosi come Spagna e Portogallo, non ci vedono come leader del mediterraneo ma tendono a disprezzarci per la tendenza alla furbizia ed all'opportunismo.

 
07/07/2015 - la storia pesa (Claudio Baleani)

Sulla storia che viene riportata non discuto. So solo che i romani hanno superato le termopili con 4 soldati e hanno dominato la Grecia sostenendo che il loro intervento era per difendere i loro alleati ateniesi. Una guerra umanitaria e dopo aver sconfitto i macedoni si sono portati via tutto dalla Macedonia e dalla Grecia: statue, suppellettili e dodici braceri ricolmi d'oro. Veniamo però ai fatti di oggi. Mi piacerebbe sapere da Sapelli che ne pensa sul debito pubblico giapponese. La banca centrale giapponese detiene debito dello stato per il 100% del pil. La restante parte del debito, pari a 150% del pil, è per larga parte in mano ai giapponesi. Eppure non succede un granché e nessuno è preoccupato anche se tutti sanno che la parte del debito in mano alla banca centrale non verrà mai pagata. Questo fatto non ci spinge ad avere una diversa concezione del denaro nel caso in cui esso sia posseduto dai privati o dalla banca emittente valuta?