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GRECIA vs EUROPA/ Deliolanes: ecco i 3 nodi da sciogliere per il nuovo accordo

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Greci in festa  Greci in festa

“Il governo greco ha incassato la vittoria politica al referendum per riaprire i negoziati con l’Europa da una posizione di forza. Le stesse dimissioni di Yanis Varoufakis da ministro delle Finanze hanno come obiettivo quello di superare l’uso strumentale della sua presenza all’esecutivo come possibile ostacolo al raggiungimento di un accordo”. A osservarlo è Dimitri Deliolanes, corrispondente dall’Italia della tv pubblica greca ERT. Dopo la vittoria dei no al referendum con il 61% dei voti, il ministro delle Finanze Yanis Varoufakis, uno dei vincitori di questa consultazione, ha annunciato a sorpresa le dimissioni. Il portavoce di Angela Merkel, Steffen Seibert, ha commentato: “La porta resta sempre aperta, ma alla luce del referendum al momento non ci sono i presupporsi per nuove trattative su altri programmi di aiuto. Molto dipende dalle proposte che la Grecia metterà adesso sul tavolo”.

 

Il referendum è una grande vittoria della democrazia. Ma adesso che cosa farà il governo greco?

Comincerà subito i negoziati.

 

Con quale piano?

Con il piano di trovare un accordo.

 

Su quale piattaforma?

Sulla base delle ultime due proposte presentate, quelle cioè di Juncker e dello stesso governo greco.

 

Su questa base si può raggiungere un’intesa?

Un accordo si può trovare su qualsiasi base, basta che ci sia la volontà politica di farlo.

 

Qual è la logica politica di un referendum su proposte, quelle del 25 giugno scorso, che poi sono state superate dalle successive fasi del negoziato?

La logica politica è quella di arrivare ai negoziati con i nostri creditori con un risultato del referendum importante in grado di rafforzare i negoziati stessi. Adesso Tsipras si presenta a Bruxelles dicendo: “Guardate che non state parlando soltanto con il governo greco, ma con tutto il popolo che si è espresso in senso positivo verso le mosse dell’esecutivo”.

 

Il punto vero che divide le due parti è la riforma delle pensioni o la questione del debito?

A dividere sono entrambe le questioni. Gli elementi sui quali c’è stato contrasto e rottura nei negoziati sono da un lato certi aumenti dell’Iva che Atene ritiene siano assolutamente eccessivi e tali da danneggiare l’economia. A ciò si aggiunge il taglio alle pensioni, che già sono già state ridotte del 40%. Il terzo elemento importante del negoziato è il problema del debito, che non era assolutamente affrontato dalle proposte degli stessi creditori.

 

Che cosa cambia per quanto riguarda questi tre fronti dopo le dimissioni di Varoufakis da ministro?


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COMMENTI
07/07/2015 - Tsipras prigioniero della sua ideologia (Moeller Martin)

La teoria della sinistra filo-comunista è che da un referendum nasca un obbligo per tutti gli altri paesi. Niente di più falso. Tramite referendum hanno chiesto ai Greci: 'Volete continuare a vivere alle spalle degli altri?'. Non contenti, Tsipras & Co. hanno mentito per l'ennesima volta ai propri elettori, prospettando la pronta riapertura delle banche e che con il supporto del referendum avrebbe potuto imporre ai partner qualsiasi condizione. Mentiva sapendo di mentire, perchè non aveva ne i soldi per riaprire le banche ne un accordo con i partner. Ebbene, dato che non solo i Greci hanno diritto a scelte democratiche il resto dell'Europa alla domanda 'Siete disposti con il vostro lavoro a mantenere I Greci' confermano la loro risposta 'NON CI PENSIAMO NEANCHE'. Le bugie hanne le gambe corte, anche quelle di Tsipras. Cosi in meno di 48 ore gli hanno risposto picche per la ristrutturazione del debito, del prestito ponte e per 'trattative' su basi ideologiche. E come sempre, Tsipras pur promettendo un proprio piano per l'Eurogruppo odierno si si è presntato senza, chiedendo però ugualmente soldi all'Europa.