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SPY FINANZA/ Il "botto" della Cina fa più paura della Grecia

Mentre l'Europa è preoccupata da quel che accade in Grecia, gli occhi dei mercati sono puntati anche sulla Cina, che è in grande difficoltà. MAURO BOTTARELLI ci spiega perché

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Cosa vi avevo detto la scorsa settimana? Non preoccupatevi per la Grecia. E lo confermo. Certo, ieri i mercati hanno patito, ma non c'è stato l'armageddon che qualcuno si attendeva, sintomo che l'azzardo ellenico è stato prezzato come bluff (Milano è calata pesantemente, ma con la banche piene di sofferenze come sono le nostre è normale che ciò che in Germania vale -1% da noi sia subito prezzato a -3%). Perché tale è. Al netto della retorica stomachevole del trionfo della democrazia e della sovranità (mi spiace, ma non prendo lezioni di alcun genere da chi, come Varoufakis, definisce «criminale» chi gli presta i soldi per non fallire), cos'hanno ottenuto i greci? Nulla. Oggi vedremo se l'Eurogruppo prenderà in esame le nuove proposte che ieri Tsipras ha anticipato ad Angela Merkel in una telefonata informale, ma da Berlino l'irridigimento è stato immediato: nessuna nuova trattativa, non ci sono le condizioni. 

Ovviamente non sarà così, ma bisogna vedere su quali basi si comincerà a trattare. E poi, che trionfo è quello che vede i vincitori costretti a una pantomima come quella messa in scena da Yanis Varoufakis, dimessosi nonostante la vittoria del "no" per «favorire le trattative»: ma come, mostri i muscoli e poi sacrifichi il tuo bomber in nome dall'appeasement? Io i vincitori li ho sempre visti in maniera diversa. Bisognava indire un referendum (tra l'altro viziato da brogli sudamericani, da quanto circola in Grecia) per far uscire di scena Varoufakis, atto che in molti già chiedevano da tempo? Bisognava offrirgli la passerella da eroe responsabile? Patetico. Perché proprio l'ex ministro delle Finanze, forse in ossequio alla "teoria dei giochi" che tanto ama, è stato il peggior doppiogiochista dell'intera situazione, visto che casualmente domenica pomeriggio ha inviato un messaggio nemmeno troppo in codice ai creditori attraverso Ambrose Evans-Pritchard, il famoso responsabile economico del Daily Telegraph, garantendosi eco immediata. 

Cosa diceva? Che la Grecia avrebbe potuto emettere Iou, ovvero dei pagherò sullo stile di quelli utilizzati nella California post-default e che, se tirata per i capelli, potrebbe arrivare a nazionalizzare le banche e a stampare euro. Un'idiozia sesquipedale. Per un semplice motivo. Nello statuto della Bce, infatti, si dice chiaramente che le varie Banche centrali dell'eurozona stampano euro per una quota parte prestabilita e si assumono i costi di questa operazione: l'ammontare deve tenere conto delle esigenze nazionali, dei casi di picchi emergenziali e viene di fatto elaborato dalla Bce in base a calcoli su dati forniti dalla Banca nazionale in questione. 

Bene, sapete quanto può stampare la Banca centrale greca in banconote di vario taglia quest'anno, in totale? Ce lo dice il primo grafico a fondo pagina, 12 miliardi di euro: ovvero, al netto delle scadenze del prestiti in arrivo (3,6 miliardi solo alla Bce il 20 luglio) e di quelle già saltate, non arriverebbero a metà settembre. Il solito bluff di Varoufakis, il solito atteggiamento mariuolo e levantino. Il problema è un altro e ce lo mostra il secondo grafico, ovvero che al netto del fatto che la strada degli Iou sarebbe l'unica percorribile, occorrerebbe trovare un nuovo nome perché, guarda caso, nei computer delle sale trading è già presente la "nuova dracma - post euro", denominata XGD: come dire, se anche uscite dall'eurozona, non cogliete di sorpresa proprio nessuno. O, almeno, certamente non chi di lavoro fa soldi per sé e per gli altri. Tanto più che al netto degli spread, il mercato obbligazionario sovrano greco è morto, non ha trading: quindi, provassero a fare una bella asta a breve termine per finanziarsi e vediamo quanti acquirenti troveranno e a quali prezzi. 


COMMENTI
07/07/2015 - Pensiero unico? (Renato Mazzieri)

Quindi, l'economia reale, il modo di produzione, la politica e tutto il resto della società umana devono restare strumentali alla finanza? Non bastano gli effetti di questa scelta sulla concentrazione della ricchezza?