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SPY FINANZA/ La "guerra" all'oro che fa comodo agli Usa

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In altre parole, i mercati dei futures dell'oro e dell'argento non sono un luogo dove la gente compra e vende tali metalli preziosi. Questi mercati sono luoghi dove le persone speculano sulla direzione dei prezzi e dove gli hedge funds utilizzano i futures sull'oro per coprire altre scommesse basandosi sulle formule matematiche che utilizzano di solito. Il fatto che i prezzi dei lingotti siano determinati da questo mercato speculativo e non dai mercati fisici, dove la gente vende e acquista lingotti, è la ragione per cui le bullion bank possono far scendere il prezzo dell'oro e dell'argento anche se la domanda per il metallo fisico è in aumento, come accade ad esempio per l'argento, visto che il prezzo è ai minimi storici, ma due settimane fa la Zecca Usa ha annunciato di aver finito le monete American Eagle da un'oncia. 

E guarda caso, la scorsa settimana Michael Lewis, capo del dipartimento commodities di Deutsche Bank, ha detto che il giusto valore dell'oro è di 750 dollari l'oncia, basando la sua stima su otto indicatori, tra cui petrolio, rame, reddito pro capite e prezzo delle equities. Scordandosi però una cosa, ovvero che l'oro è denaro vero, non una commodities industriale o anche solo finanziarizzata come il petrolio. 

Ed eccoci arrivati alla fine e anche al punto di inizio dell'articolo: a fondo pagina c'è la copertina de "L'Espresso" in edicola da ieri, un'inchiesta sul «business dell'oro sporco, illegale, frutto della devastazione ambientale e dello sfruttamento», con le solite storielle strappalacrime di donne e bambini costretti a lavorare come schiavi in Amazonia per cercare qualche pepita. Come mai non raccontano mai quello che vi ho raccontato io sull'oro, ma si lanciano sempre sul terzomondismo d'accatto che non disturba affatto le banche d'affari e i fondi speculativi, ma fa scendere la lacrimuccia all'italiano medio, cloroformizzato da pauperismo e ideologia? Quel business, per quanto schifoso, è una goccia nel mare degli interessi che stanno dietro all'oro, poche decine di tonnellate contro migliaia detenute dalla Banche centrali e soprattutto contro miliardi e miliardi di controvalore di oro di carta inutile ma molto profittevole. A quando un'inchiesta su questo? 

Attenti, come vi ho dimostrato, quando parte la crociata anti-oro della grande stampa, significa che i tempi si fanno difficili e serve screditare l'unico riferimento reale non fiat, l'unica commodities che se legata direttamente a una valuta può renderla credibile e non un pezzo di carta basato sul debito come il dollaro, l'euro o lo yen. Con la scusa dei trafficanti e dei compro-oro senza scrupoli vogliono farvi credere che l'oro sia una cosa brutta, sporca e cattiva, mentre il dollaro stampato di notte come Totò e Peppino dalla Fed è bellissimo. Una cosa è certa, magari non sarà bellissimo, ma è funzionale agli interessi di molti. Anzi pochi, ma che comandano i giochi. 

 

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