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FINANZA/ Sapelli: Europa e Germania, un doppio pericolo per l'Italia

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Non si può chiedere da una parte di fare una politica e da un'altra non farla. Mi spiego meglio. Se da un lato si dice che occorre rinegoziare i trattati europei, non ci si può dimenticare che il Patto di stabilità è probabilmente un ostacolo alla riduzione della spesa. Ci sono infatti comuni virtuosi che tagliano la spesa e non possono spendere, e altri che continuano a non essere virtuosi e non vengono colpiti. Poi a livello europeo, tramite il Piano Juncker, o non conteggiando gli investimenti nel 3% del deficit/Pil, bisognerebbe stimolare il settore delle costruzioni.

 

A proposito di Europa, l'Italia può crescere con dei parametri, delle regole, delle politiche come quelle attuali europee?

Non credo che ci sia crescita per l'Italia in un'Europa così com'è stata fatta, regolata e con questa interpretazione dei trattati di Maastricht. Se poi si arriverà al super-ministro delle Finanze europeo che vuole Schauble, allora potremo tirare giù la saracinesca. Non è altro che una manifestazione dello spirito di potenza tedesco, che si è trasformato dall'estetica del carro armato all'estetica della bilancia pubblica. Ritengo che arriveremmo a una divisione dell'Europa.

 

In che modo?

Da un certo punto di vista credo che la Germania non voglia stare più nell'euro. Non tanto la Merkel, quanto la grande industria, che vorrebbe la nascita di un kombinat baltico-tedesco-russo, mandando a ramengo l'Europa, con il rischio che quella del Sud finisca nel raggio di influenza islamica. Sarebbe quindi una scelta economicamente sostenibile, ma geopoliticamente pericolosissima. 

 

Vista questa situazione, è l'Europa che deve cambiare o è meglio uscirne?

Bisogna cambiare l'Ue, dare all'Europa non uno Stato federale, ma confederale. Bisogna rimettere la sovranità nazionale al centro dell'Europa. L'idea di costruire l'Europa uccidendo lo Stato nazionale si è dimostrata un fallimento: vediamo oggi con la questione degli immigrati quanto emerga lo spirito nazionale e quanto non ne esista uno europeo. 

 

(Lorenzo Torrisi)

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