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FINANZA E POLITICA/ Se il "BTPil" gioca d'anticipo nel rodeo dei bond europei

Pier Carlo Padoan (Infophoto) Pier Carlo Padoan (Infophoto)

La motivazione profonda dell'accumulazione di risparmio (quando la famiglia si trova nella condizione, sempre più difficile nell'Italia odierna di produrlo) risale ad alcuni obiettivi e attenzioni del capo famiglia. Questi possono essere in estrema sintesi risalire alla ricerca di una tranquillità finanziaria che consenta di affrontare momenti di difficoltà, attingendo a risorse finanziarie accumulate nel tempo, nel rispetto del vincolo/obiettivo di ottenere anche la protezione del valore reale delle risorse accumulate. Come si confronta il "BTPil" con questo orizzonte? La risposta a questa necessità potrebbe già essere disponibile nello strumento dei BTP indicizzati all'inflazione, apparentemente destinati all'operatore famiglia sopra descritto, di fatto molto più utilizzati da operatori istituzionali che riescono a estrare sovraredditi derivanti da possibilità di arbitraggio offerte da un mercato secondario non ancora perfettamente efficiente (nei BTP "reali", volendo, si può anche rintracciare una sfumatura di “Principe”, data dalla scelta del paniere su cui calcolare il tasso di inflazione utilizzato per l'aggiornamento del rendimento di tali titoli, non sempre allineato alla misura di erosione sofferta dalle famiglie creditrici).

Proporre un nuovo strumento come il BTPil, differenziato grazie a un riferimento esterno diverso rispetto a quelli già presenti e nuovo perché ancora mai proposto sui principali mercati mondiali, esige tuttavia un approfondimento anche sulla relazione fra tendenza del Pil e trend dell'inflazione italiana. Questa relazione, grazie agli effetti della globalizzazione e dell'esistenza dell'euro, è attesa lungo traiettorie diverse rispetto al passato. Non è più detto, ad esempio, che un riscaldamento del Pil (auspicabile per tutti, e gradito ai potenziali portatori di BTPil) sia premessa probabile di un surriscaldamento dei prezzi (alla fine sgradito a tutti, anche se è lo scenario sul quale lo Stato ha offerto Btp protetti dall'inflazione).

Sul terreno macro, resta comunque rilevante tutte le preoccupazioni emerse negli ultimi anni sulle reali prospettive del Pil italiano. Prospettive che - ormai è chiaro a tutti - scontano non solo fattori congiunturali o esterni, ma anche condizioni strutturali interne. La più preoccupante è la demografia negativa di cui il Paese soffre e che incombe mano a mano che si avvicinano all'età pensionabile le generazioni nate tra la seconda metà degli anni '50 e gli anni '60. Queste generazioni hanno prodotto a valle un vuoto demografico non colmato da un'immigrazione che non viene gestita con politiche proattive, ma viene passivamente sofferta in modo spesso irresponsabile.


COMMENTI
11/08/2015 - Efficenza e competitività (Moeller Martin)

Per crescere serve efficenza e competitività, di frottole così come di migranti ne possiamo traquillamente fare a meno. Il nostro problema è che il sistema paese Italia è talmente impantanato che per uscirne sarebbe necessario rivoltare il paese come un calzino. E questo non è possibile per mancanza di disponibilità dei cittadini stessi.