BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |

Economia e Finanza

FINANZA/ Svizzera e Grecia, le prove che senza euro si sta meglio

InfophotoInfophoto

In seguito alla condanna, la magistratura tedesca non ha dato seguito alle richieste di estradizione perché non si ammette un doppio processo per lo stesso reato. E così, con questa tresca, le mazzette di fatto pagate dal popolo greco con l’acquisto dei Leopard hanno contribuito anche a rimpolpare le casse tedesche, tramite le multe inflitte ai corruttori: uno dei tanti effetti perversi della mancanza di sovranità.

Infatti il progetto liberista, attuato con la moneta unica, è quello di rendere tutto il popolo succube dell’economia e della finanza, quindi, usurpando la sovranità monetaria, di soggiogare di fatto tutte le altre sovranità: come il popolo greco ha ben sperimentato con il recente referendum, che ha sortito l’effetto opposto di quanto richiesto dal popolo (un ritorno delle politiche di austerità).

Lo aveva ben spiegato Monti, nel famoso video in cui vantava la Grecia come il più grande successo dell’euro. “L’euro è stato fatto per convincere la Germania che attraverso l’euro, attraverso i vincoli che nascevano con l’euro, la cultura della stabilità si sarebbe diffusa un po’ per volta a tutti”. I vincoli che nascono con l’euro, ecco lo strumento di guerra con il quale il potere politico (e soprattutto finanziario) tedesco si impone sul residuo di sovranità dei popoli.

A proposito di sovranità, ecco cosa dice la Dottrina sociale della Chiesa. “La Nazione ha un fondamentale diritto all’esistenza; alla propria lingua e cultura, mediante le quali un popolo esprime e promuove la sua sovranità spirituale...” (Compendio, n. 157). “La sovranità appartiene a Dio. Il Signore, tuttavia, non ha voluto riservare solo a sé l’esercizio di tutti i poteri. Egli assegna a ogni creatura le funzioni che essa è in grado di esercitare...” (Compendio della Dottrina sociale della Chiesa, n. 383). “Il soggetto dell’autorità politica è il popolo, considerato nella sua totalità quale detentore della sovranità. Il popolo, in varie forme, trasferisce l’esercizio della sua sovranità a coloro che liberamente elegge suoi rappresentanti...” (Compendio, n. 395).

Il popolo dunque può trasferire l’esercizio della sovranità alla politica. Non trasferisce la proprietà della sovranità. Quindi la politica non può trasferire la proprietà della sovranità, che non gli appartiene.”Il Magistero riconosce l’importanza della sovranità nazionale, concepita anzitutto come espressione della libertà che deve regolare i rapporti tra gli Stati. La sovranità rappresenta la soggettività di una Nazione sotto il profilo politico, economico, sociale e anche culturale. La dimensione culturale acquista uno spessore particolare come punto di forza per la resistenza agli atti di aggressione o alle forme di dominio che condizionano la libertà di un Paese: la cultura costituisce la garanzia di conservazione dell’identità di un popolo, esprime e promuove la sua sovranità spirituale” (Compendio, n. 435).

“La sovranità nazionale non è però un assoluto. Le Nazioni possono rinunciare liberamente all’esercizio di alcuni loro diritti in vista di un obiettivo comune, nella consapevolezza di formare una «famiglia», dove devono regnare reciproca fiducia, sostegno vicendevole e mutuo rispetto. In tale prospettiva, merita attenta considerazione la mancanza di un accordo internazionale che affronti in modo adeguato «i diritti delle Nazioni», la cui preparazione potrebbe affrontare opportunamente le questioni relative alla giustizia e alla libertà nel mondo contemporaneo” (Compendio, n. 435).

Questo vuoto giuridico, cioè la mancanza di un diritto delle Nazioni, ha permesso l’abuso attuale con l’adesione ad accordi che di fatto hanno portato alla perdita di sovranità nazionale, senza che questa sia mai stata discussa o democraticamente votata.

Ma la mia preoccupazione maggiore è il pensiero che, in un modo o nell’altro, questi carri armati verranno usati. E non solo i carri armati. Venti di guerra spirano in gran parte del Medio Oriente e dell’Est Europa. Occorre pregare.

© Riproduzione Riservata.

COMMENTI
12/08/2015 - insensato (gianni b)

il suo titolo è da solo una illogicità. Come si può parlare di prove in casi così complessi con infinità di variabili? Un paese ricco e stabile (e rifugio) come la CH può permettersi di avere una indipendenza. Noi godiamo dei vantaggi dell'euro dal 1980 (non ho sbagliato la data, è da quando abbiamo accumulato il ns debito, contando di diluirlo nella moneta unica) e ora ci sono quelli che vaneggiano sulla sovranità monetaria. I ns. titoli di stato (tecnicamente fallito) rendono meno di quelli americani, ovvero paghiamo molti meno interessi di quanto dovremmo se non protetti dalla BCE e dalla garanzia della "zia ricca" la Germania. Al momento del ns ingresso questo risparmio era valutato in 18 milirdi /anno: non le pare una prova sufficiente di convenienza?

 
12/08/2015 - Ma davvero basta stampare? (Moeller Martin)

E' stupefacente quanti siano gli 'esperti' economisti convinti che uno stato possa risolve tutti i suoi problemi semplicemente stampando moneta. E dato che non è certo plausibile che interi governi non ci abbiano mai pensato e che, già  che ci sono, non ha senso accontentarsi di tirare avanti se stampando di più si spalancherebbero le porte dell'età  dell'oro, allora perché tanti stati sono ancora in difficoltà? Semplice, perché quella della stamperia e solo una enorme bufala! Ad eccezione del dollaro, ad oggi ancora maggiore valuta di riferimento, il valore delle altre valute è stabilito solo dal loro cambio. Ed inondando il mercato, la valuta vale meno della carta igienica usata. Per finire, comica l'idea che chi acquista Franchi Svizzeri debba poi andare in Svizzera per spenderli, magari comprando cioccolato. P.S. Venti di guerra in Europa? Ma siamo seri. Piuttosto che pregare occorrerebbe non dire/scrivere assurdità!