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FINANZA/ Svizzera e Grecia, le prove che senza euro si sta meglio

Pubblicazione:mercoledì 12 agosto 2015

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Ho l’impressione che il prolifico e sempre acuto Mauro Bottarelli questa volta abbia sbagliato bersaglio. Succede. Mi riferisco a un suo recente articolo nel quale commenta la notizia delle perdite record che la Banca centrale svizzera ha dovuto iscrivere a bilancio, pari a 50 miliardi di euro. E il buon Bottarelli ne ha desunto che la sovranità monetaria è male (e certe ricette della Dottrina sociale della Chiesa forse sono peggio).

Ma andiamo con ordine, partendo dai fatti. Nel 2011 la Banca centrale svizzera fissava a 1,2 il cambio con l’euro. Poiché all’epoca il cambio era molto inferiore, l’intervento della Banca è consistito nello stampare franchi svizzeri e comprare euro. Ha operato in difesa della propria economia, perché con un euro troppo svalutato, cioè un franco svizzero troppo caro, le vacanze in Svizzera sarebbero divenute troppo care per tanti turisti e l’industria del turismo ne avrebbe gravemente sofferto. Tutti ricordiamo le difficili condizioni dell’euro nel 2011. La discesa dell’euro sembrava senza fine. Con questa operazione ovviamente la Banca immagazzinava euro, una moneta in corso di svalutazione su tutti i mercati. Ma non temporaneamente con il franco svizzero, fisso a 1,2. Una posizione rischiosa, presa in difesa della propria economia, non certo per fare profitti sul mercato dei cambi monetari.

Pochi mesi fa la stessa Banca ha deciso di non imporre più un cambio fisso con l’euro, provocando un rapido deprezzamento del cambio. Questo ovviamente ha portato a un deprezzamento del valore degli euro detenuti dalla banca centrale. A oggi tale deprezzamento corrisponde a circa 50 miliardi di euro. Come affermato anche da Bottarelli, di questi circa 47 sono dovuti a esposizioni in valuta euro. Il resto sono dovuti al deprezzamento dell’oro.

Quali conseguenze porta ora questa situazione? Per la banca centrale praticamente nulla, visto che può stampare moneta e mettere formalmente a posto il bilancio. Un bilancio che segna un valore negativo, ma non ancora una perdita reale, perché gli euro non sono stati rivenduti (e lo stesso si può dire per l’oro). Inoltre, quei 47 miliardi sono precisamente il vantaggio di competitività accumulato dall’economia reale svizzera nei confronti di quella del resto dell’Europa. Infine, oggi c’è in giro per l’Europa una notevole quantità di franchi svizzeri (quelli venduti dalla banca centrale per tenere fisso il cambio con l’euro) i quali, gira e rigira, possono fare solo una fine: essere spesi in Svizzera.

In altre parole, in cambio di un bilancio da sistemare sulla carta, la Banca centrale svizzera ha operato efficacemente prima per difendere la propria economia reale, poi per preparare il boom economico grazie alla grande quantità di moneta che, per quanti giri faccia, alla fine potrà essere spesa solo in Svizzera. Magari avessimo anche noi una banca centrale in grado di operare così.

C’è un altro punto da sottolineare. La banca centrale, come tutte le banche centrali, distribuisce profitti che sono di fatto il celebre reddito da signoraggio. Bottarelli ipotizza che la mancanza di tale reddito, destinato ai cantoni svizzeri, prossimamente provocherà “tagli alla greca in salsa di cioccolato fuso” conseguenti a brutali misure di austerità per ripianare i bilanci. Ma non credo che le cose andranno in questo modo.


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COMMENTI
12/08/2015 - insensato (gianni b)

il suo titolo è da solo una illogicità. Come si può parlare di prove in casi così complessi con infinità di variabili? Un paese ricco e stabile (e rifugio) come la CH può permettersi di avere una indipendenza. Noi godiamo dei vantaggi dell'euro dal 1980 (non ho sbagliato la data, è da quando abbiamo accumulato il ns debito, contando di diluirlo nella moneta unica) e ora ci sono quelli che vaneggiano sulla sovranità monetaria. I ns. titoli di stato (tecnicamente fallito) rendono meno di quelli americani, ovvero paghiamo molti meno interessi di quanto dovremmo se non protetti dalla BCE e dalla garanzia della "zia ricca" la Germania. Al momento del ns ingresso questo risparmio era valutato in 18 milirdi /anno: non le pare una prova sufficiente di convenienza?

 
12/08/2015 - Ma davvero basta stampare? (Moeller Martin)

E' stupefacente quanti siano gli 'esperti' economisti convinti che uno stato possa risolve tutti i suoi problemi semplicemente stampando moneta. E dato che non è certo plausibile che interi governi non ci abbiano mai pensato e che, già  che ci sono, non ha senso accontentarsi di tirare avanti se stampando di più si spalancherebbero le porte dell'età  dell'oro, allora perché tanti stati sono ancora in difficoltà? Semplice, perché quella della stamperia e solo una enorme bufala! Ad eccezione del dollaro, ad oggi ancora maggiore valuta di riferimento, il valore delle altre valute è stabilito solo dal loro cambio. Ed inondando il mercato, la valuta vale meno della carta igienica usata. Per finire, comica l'idea che chi acquista Franchi Svizzeri debba poi andare in Svizzera per spenderli, magari comprando cioccolato. P.S. Venti di guerra in Europa? Ma siamo seri. Piuttosto che pregare occorrerebbe non dire/scrivere assurdità!