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FINANZA E POLITICA/ La "fregatura" dietro al taglio delle tasse

Pubblicazione:martedì 18 agosto 2015

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Non ho una risposta chiara in mente. Intanto bisognerebbe vedere l'Europa chi è. Fondamentalmente è la Germania. E a Berlino che il nostro Governo dia soldi ai cittadini affinché comprino prodotti tedeschi fa comodo. D'altra parte la Germania non è una "cosa sola": Merkel è sempre forte, ma nel momento in cui dovesse fare una concessione a un Paese importante come l'Italia rischierebbe di farsi prendere in contropiede dai suoi avversari politici che potrebbero dire che non è rigorosa, che fa degli sconti a chi mette in pericolo lo stile di vita tedesco. Detto questo, credo che Renzi riuscirà a farsi a fare uno sconto per un motivo molto semplice.

 

Quale?

L'Italia è un Paese cruciale per l'esistenza dell'euro, un sistema la cui sopravvivenza non dipende dalla Germania, ma dagli Stati Uniti, che lo hanno di fatto voluto, sponsorizzato, appoggiato. Lo si è visto nel caso della crisi greca, dove le richieste sulla ristrutturazione del debito sono arrivate chiaramente su ordine degli Usa. Credo che ritengano che smantellare l'euro costi più che mantenerlo: è un errore e gli Stati Uniti ne fanno, basta guardare quel che avviene in Medio Oriente. Quindi credo che il dobermann tedesco, che in realtà è il chihuahua degli Usa, metterà la codina tra le gambe e lascerà che Renzi possa tener buono il popolo italiano per un po'.

 

Dunque sono gli Stati Uniti a non volere la dissoluzione dell'euro?

C'è una forte pressione geopolitica statunitense legata al fatto che siamo un pezzo della Nato e siamo stati una "frontiera" rispetto all'Unione Sovietica. Una pressione diventata evidente nel caso greco: non appena Tsipras ha fatto visita a Putin, immediatamente da Washington è partito un emissario del Dipartimento di Stato. Cosa interessa agli Usa della Grecia, un Paese che rappresenta il 2% del Pil europeo? Non moltissimo, se non il fatto che è in una posizione strategica all'interno del Mediterraneo e quindi desidera averlo sotto il proprio cappello.

 

Per Atene cosa cambia dopo l'accordo con i creditori?

Va detto anzitutto che aveva ragione Schauble a ritenere che fosse interesse della Germania e dell'Europa far uscire la Grecia dall'euro. Così sarebbe tornata a crescere ripagando il debito. Dentro l'euro cosa può fare? Può solo continuare per un po' a pagare gli interessi su un debito esorbitante che non verrà mai restituito, e poi semplicemente spegnersi. 

 

Ci vuole un taglio del debito?

Anche un taglio del debito, che dovrebbe essere probabilmente superiore al 50%, non risolverebbe il problema, perché se non si guadagna non si possono rimborsare i debiti, e con una moneta sopravvalutata non è possibile guadagnare per un Paese: non può crescere.

 

(Lorenzo Torrisi)



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