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FINANZA E POLITICA/ "L'ultimatum" (più vicino) dell'Ue all'Italia

Quel che è recentemente accaduto in Grecia costituisce un avvertimento importante per l'Italia. Il Governo è chiamato a una prova importante, spiega GIANMARIA MARTINI

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Sono passate due settimane dall'accordo tra l'Ue e la Grecia, ed è possibile valutare a freddo alcuni aspetti della situazione, per capire i termini di quanto è in gioco. Analizziamo i contenuti del salvataggio, chi ne ha beneficiato, la posizione dell'Ue e del governo Tsipras, la posizione dell'Italia.

1) L'accordo di luglio 2015 è il terzo salvataggio operato dall'Ue, e da altre istituzioni internazionali come il Fmi (Fondo monetario internazionale) nei confronti della Grecia a partire dal 2009, anno in cui il neo primo ministro Papandreou annunciò pubblicamente che i bilanci pubblici dei precedenti governi erano falsi. Il primo salvataggio - del 2010 - fu di circa 110 miliardi di euro. Il secondo - del 2011 - comportò una spesa per i paesi Ue di 130 miliardi di euro. Il terzo salvataggio - quello recente del luglio 2015 - è di circa 85 miliardi di euro. In totale quindi gli aiuti alla Grecia in meno di 5 anni sono di 325 miliardi di euro. Il Pil della Grecia è stato di 226 miliardi nel 2010, 208 nel 2011, 194 nel 2012, 182 nel 2013 e 179 nel 2014, in totale quindi 989 miliardi di euro. 

I paesi Ue hanno dunque prestato alla Grecia per salvarla da una gravissima crisi circa il 33% di quello che il Paese ha prodotto come ricchezza in questi 5 anni. Una somma ingente, che equivale a circa 960 euro per ciascuno dei cittadini dei 19 paesi dell'area euro, inclusi neonati, anziani, casalinghe ecc. (la popolazione di riferimento è di 338 milioni circa). L'Italia concorre a questo salvataggio per circa 40 miliardi di euro, anche se la quota di nostra competenza relativamente all'ultimo salvataggio di 85 miliardi non è ancora chiara del tutto. Questi sono soldi veri, che invece che essere spesi negli altri paesi Ue sono utilizzati per aiutare un Paese membro della Comunità europea. 

È fondamentale fissare questo punto, perché altrimenti si rischia di essere superficiali imputando ai paesi Ue - e in particolare alla Germania - di essere duri nei confronti dei greci; se così fosse stato non si sarebbero mobilitate tutte queste risorse. Inoltre, il secondo pacchetto del 2011 ha anche concesso un taglio del debito greco nei confronti risparmiatori privati, che hanno quindi già subito una perdita di capitale perché si sono visti rimborsare circa il 50-60% di quanto avevano in precedenza prestato al governo greco. Quindi oltre agli aiuti finanziari è stato anche accordata una prima ristrutturazione del debito.

2) Assieme ai 325 miliardi di aiuti sono stati concordati con i governi ellenici diversi pacchetti di misure per mettere in equilibrio il bilancio statale. I vari pacchetti hanno previsto tagli dei salari dei dipendenti pubblici, delle pensioni, riduzioni di spesa, modulazioni delle aliquote fiscali, privatizzazioni. Sono misure molto dure, che hanno fortemente provato la popolazione, causando molta povertà e acuendo le disuguaglianze all'interno del Paese. Va anche ricordato che solo una parte dei 325 miliardi di aiuti è andata alla popolazione: gran parte è andata alle banche elleniche ed estere (soprattutto tedesche e francesi per rimborsare i loro prestiti al governo greco) per ripianare i bilanci in forte sofferenza, anche per effetto della ristrutturazione del debito pubblico, che ha ridotto il valore dei titoli in precedenza acquistati, e per la fuga di capitali verso l'estero.