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RIFORMA PA/ Tre "prevenzioni" che valgono più delle leggi

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Il Whistleblowing si è quindi già dimostrato uno strumento utile e semplice, che può servire a evidenziare situazioni critiche e a intervenire. Con il Whistleblowing si può diffondere l'esempio di chi con coraggio ha denunciato casi di corruzione per incentivare comportamenti onesti e "sconsigliare" i corrotti. Questi casi di eroi civili vanno poi quanto più possibile raccontati e premiati nel rispetto della privacy e della sicurezza di chi denuncia casi di corruzione.

Tuttavia bisogna però dire che il Whistleblowing non può garantire da solo che non si ripetano casi di abuso se non si creano delle condizioni di reale meritocrazia: "prevenire" è sempre meglio che "intervenire". Da questo punto di vista uno dei fattori più importanti per la diffusione della meritocrazia nella Pa è la selezione e valutazione della leadership. Questa non deve essere influenzata (troppo) dal criterio della fedeltà politica, ma dalla professionalità e dai risultati ottenuti. La fedeltà politica o la prossimità al potere senza un metodo trasparente di selezione tendono infatti a distruggere la fiducia nelle organizzazioni e la possibilità di introdurre criteri oggettivi di valutazione delle performance.

Oltre alla selezione del vertice, che è appunto strategica, importante è l'introduzione di sistemi di crescita interna trasparenti e di agevolazione del turnover. In questo senso sembrano positive le riforme annunciate dal governo (ruolo unico, 4+2), che potenzialmente introducono un mercato della dirigenza. Queste riforme andrebbero probabilmente estese a strati più ampi dei dipendenti pubblici, dando la possibilità a tutti di poter crescere, ma anche di poter essere licenziati o di poter scegliere di lavorare nel settore privato.

Infine, per agevolare la meritocrazia sarebbe necessario creare le condizioni perché vi sia trasparenza sui risultati delle amministrazioni e sulla percezione dei servizi da parte del cittadino. Da questo punto di vista, come nel caso della scuola, sono le stesse famiglie e i cittadini a dover diventare più esigenti, e gli enti di controllo a dover fornire i dati in modo appunto trasparente e semplice (addirittura eccedendo ove appena possibile i "minimi di legge"). La qualità del servizio è infatti un ottimo segnale di meritocrazia e di conseguenza di scarsa corruzione. La sola anticorruzione senza meritocrazia e trasparenza purtroppo non basta più, così come le leggi senza le persone giuste che le applichino.

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