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Economia e Finanza

L'INTERVISTA/ Cottarelli: 2016, l'Italia può crescere più dell'1%

Carlo Cottarelli (Infophoto)Carlo Cottarelli (Infophoto)

È un dato di fatto che la spesa delle Regioni abbia registrato una contrazione nominale del 17% al netto della componente sanitaria tra il 2009 e il 2013, con tagli ulteriori nel biennio seguente. La spesa sanitaria si è pure ridotta anche se per importi più contenuti. Su quest’ultima è inequivocabile che alcune inerzie nell’efficientamento siano superabili e che forme di sollecitazione da parte dell’amministrazione centrale possano rivelarsi utili. Una questione rilevante è quella degli acquisti di beni e servizi da parte delle amministrazioni sanitarie e, più in generale, da parte delle pubbliche amministrazioni. In termini di miglioramento del management degli acquisti, la revisione della spesa che ho guidato ha suggerito la creazione di 34 centrali di acquisto per ottimizzare il costo delle forniture al di sopra di soglie determinate, una riforma che e’ in avanzata fase di attuazione.

 

La spesa pubblica è un problema centrale della finanza pubblica italiana, ma non l'unico: il debito resta ancora fra i più alti d'Europa. Esistono soluzioni taglia-debito realisticamente praticabili?

Sul tema ho iniziato a riflettere approfonditamente, per un nuovo libro.  

 

“Se non si può fare si fa senza”: il proverbio cremonese che lei cita nel suo libro sembra guardare oltre il taglio e il miglioramento qualitativo della spesa pubblica. Dove la spesa pubblica non arriva o non può più arrivare, si può fare “senza” spesa pubblica: ed è il terreno della sussidiarietà,  soprattutto nella creazione di un nuovo welfare.

Certamente: nella mia esperienza al Fondo monetario ho potuto osservare in numerosi paesi una pluralità di sforzi per sostituire la spesa pubblica nella generazione di servizi collettivi per le persone.

 

(Antonio Quaglio)

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