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SPY FINANZA/ La domanda che "trasforma" l'Italia in Grecia

Pubblicazione:sabato 22 agosto 2015

Angela Merkel (Infophoto) Angela Merkel (Infophoto)

A livello territoriale "spiccano" i risultati della Calabria, visto che a causa delle precarie condizioni di salute, nel 2012 ogni lavoratore dipendente calabro è rimasto a casa mediamente 34,6 giorni e la media sale addirittura a 41,8 nel settore privato. Tra i lavoratori dipendenti più "cagionevoli" troviamo anche i siciliani (con 19,9 giorni medi di malattia all'anno), i campani (con 19,4) e i pugliesi (con 18,8), mentre gli operai e gli impiegati più "robusti", invece, li troviamo a Nordest. Sono razzista? No, realista e non parlatemi di emergenza Mezzogiorno, perché la sento nominare da almeno 30 anni, dalla Cassa del Mezzogiorno in poi e all'epoca non c'era l'euro: è colpa della Merkel se siamo in queste condizioni? E a fronte di questo esercito di tutelati che approfittano della loro posizione, visto che licenziare in Italia è facile quanto vincere al Superenalotto, ci sono intere legioni di lavoratori di ogni età senza la più minima garanzia, gente che le ferie non sa cosa siano, visto che se si ammala o va in vacanza e non produce non viene pagata, battaglioni interi di false partite Iva che lavorano senza tutele per 500 euro al mese, per non contare la massa infinita del lavoratori in nero, magari con laurea e master. 

Ci penserà il Jobs Act? Lo spero ma ci credo poco, perché una legge può cambiare le regole giuslavoriste ma non la testa della gente, non l'indole e la mentalità di un popolo. Per quello serve una rivoluzione culturale drastica, servirebbe una Margaret Thatcher, per capirci, una che non ha paura di niente, sindacati in testa, non un Paese e un governo che si regge su Verdini e i suoi fuoriusciti. Tutto questo è colpa dell'euro? O della Germania? Così, tanto per sapere. E vogliamo parlare dei forestali, il cui numero solo in Calabria basterebbe per tutti i parchi nazionali statunitensi? Facciamo un bagno di umiltà, per favore, tutti quanti, io per primo visto che fino al secondo salvataggio greco avevo la tendenza ad assecondare istinti auto-assolutori e anti-tedeschi: questo Paese è ha enormi potenzialità, è pieno di gente fantastica e di grandi lavoratori, ma è oggettivamente disfunzionale in troppi settori per poter voler dare lezioni ad altri. 

Chi di voi, in piena sincerità, non vorrebbe un primo ministro come Angela Merkel che mette l'interesse del suo Paese sopra a tutto? E non saltate fuori con la pippa dell'Europa unita e della solidarietà tra Stati membri, è una balla sesquipedale ed è così da sempre, l'orticello lo coltivano tutti. E lo dimostra il caso greco, perché se ti metti in condizione di dover essere salvato, la colpa è tua e non puoi lamentarti delle condizioni a cui vieni rimesso in carreggiata. È ovvio che questi piani sono solo delle partite di giro, perché i soldi europei arrivano alla Grecia che poi ripaga i debiti con creditori privati, Bce e Fmi ma al netto, di questo, perché con Samaras si era raggiunto l'avanzo primario e con Tsipras si è andati a picco (la bufala del +0,8% di crescita nel secondo semestre l'ho già smontata in un paio di articoli)? 

Se Atene avesse evitato lo swap allegro con Goldman Sachs (la quale non ha puntato una pistola alla tempia al governo greco, è stata nominata consulente e pagata) per truccare i conti, di organizzare Olimpiadi che sono costate miliardi e miliardi e non hanno introitato niente - e ora le strutture sono fatiscenti e abbandonate -, se stimoli l'evasione fiscale, se non fai pagare le tasse agli armatori, se mandi la gente in pensione a 50 anni e tre quarti del sistema pensionistico è finanziato dalla fiscalità generale e solo un terzo dai contributi versati (!), non è colpa della Germania ma tua. 


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COMMENTI
22/08/2015 - L'Italia non è un Paese perduto. (Fausto Testaguzza)

Caro Bottarelli, la seguo da un quinquennio e confesso che ancora faccio fatica a comprendere bene le relazioni che con molto cuore ci sottopone, ma probabilmente è un mio problema e di questo me ne scuso. Tutto ciò non mi impedisce però di non essere completamente d'accordo con Lei circa la domanda che ci ha fatto oggi. Un domanda della quale condivido gran parte della sua lunga e accorata risposta. Non concordo invece solo con il fatto che questo Paese sia ormai irrecuperabile, perché se è vero che volere è potere, sta solo a noi italiani del 2015 ribaltare questa insostenibile situazione e non stancarsi mai di pretenderlo, proprio come sta facendo Lei ogni giorno. Concludo ringraziandola per questo e con la speranza che anche da noi arrivi quel profumo di Europa che ha accesso sempre tante speranze alla mia generazione e che dobbiamo tramandare ai nostri figli, in quanto nel mondo globalizzato, Lei mi insegna, solo se sapremo essere sempre più europei potremo giocare un qualche ruolo. Tanti Saluti e buon lavoro