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Economia e Finanza

SPY FINANZA/ La domanda che "trasforma" l'Italia in Grecia

Angela Merkel (Infophoto)Angela Merkel (Infophoto)

Vi offro qualche cifra relativa alle Olimpiadi del 2004 ospitate dalla Grecia, per capirci. Sono costate 11 miliardi di dollari, oltre il doppio di quanto messo a budget dal governo dell'epoca che era già in crisi con i conti pubblici, cifra che però non contempla i soldi utilizzati negli ultimi 11 anni per cercare di non far andare completamente alla malora tutte le strutture create e a cui vanno aggiunti circa 1,2 miliardi di dollari per misure extra di sicurezza legate ai rischi terroristici. Colpa della Germania? 

Mi spiace ma partendo da questi presupposti, non si va da nessuna parte, Renzi o non Renzi, riforme o non riforme. Serve un cambio di mentalità totale, seguito da un altrettanto totale cambio di classe dirigente, Confindustria, sistema bancario e grandi giornali in testa. Altrimenti, andiamo avanti così, è tutto colpa dell'euro e della Germania. Infatti, come vedete, i Paesi asiatici con sovranità monetaria sono in forma smagliante in questi giorni di tensione sui mercati grazie alla possibilità di svalutare la propria divisa e anche Wall Street, col suo dollaro manipolabile, fa scintille. 

Scusate il lungo sfogo, oggi niente dati, cifre, percentuali e grafici, solo il mio pensiero personale sui fatti economici e sul mio Paese. Vi chiedo scusa in anticipo, ma penso che me lo permetterete, visto che non lo faccio mai. 

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COMMENTI
22/08/2015 - L'Italia non è un Paese perduto. (Fausto Testaguzza)

Caro Bottarelli, la seguo da un quinquennio e confesso che ancora faccio fatica a comprendere bene le relazioni che con molto cuore ci sottopone, ma probabilmente è un mio problema e di questo me ne scuso. Tutto ciò non mi impedisce però di non essere completamente d'accordo con Lei circa la domanda che ci ha fatto oggi. Un domanda della quale condivido gran parte della sua lunga e accorata risposta. Non concordo invece solo con il fatto che questo Paese sia ormai irrecuperabile, perché se è vero che volere è potere, sta solo a noi italiani del 2015 ribaltare questa insostenibile situazione e non stancarsi mai di pretenderlo, proprio come sta facendo Lei ogni giorno. Concludo ringraziandola per questo e con la speranza che anche da noi arrivi quel profumo di Europa che ha accesso sempre tante speranze alla mia generazione e che dobbiamo tramandare ai nostri figli, in quanto nel mondo globalizzato, Lei mi insegna, solo se sapremo essere sempre più europei potremo giocare un qualche ruolo. Tanti Saluti e buon lavoro