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RIPRESA?/ La manovra "contro" l'Europa per tornare a crescere

Pubblicazione:domenica 23 agosto 2015

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«La legge di stabilità è uno strumento inutile, perché con i vincoli europei è impossibile rilanciare l’economia. L’unica misura positiva è l’abolizione della Tasi sulla prima casa, in quanto qualsiasi tassa per essere equa deve essere collegata al reddito». Lo evidenzia il professor Claudio Borghi Aquilini, responsabile del dipartimento Economia della Lega Nord e consigliere della Regione Toscana. Nei giorni scorsi si è parlato di una manovra da 25 miliardi di euro, anche se i contenuti esatti dovranno essere decisi dopo la pausa estiva. La nuova manovra si inserirà comunque in un panorama di crescita. Come rilevato dall’Istat nel secondo trimestre 2015 il Pil italiano è cresciuto dello 0,2%, mentre secondo Moody’s nel 2016 l’incremento sarà pari all’1%.

 

La nuova Legge di stabilità si inserirà in un panorama di crescita?

Queste previsioni non hanno alcun valore, soprattutto se formulate oltre l’orizzonte annuale. L’attuale ottimismo dipende solo dal persistere di una favorevole congiuntura internazionale. Il mercato sembra tuttora ignorare la situazione legata alla Cina, ma è possibile che quest’ultima determini un calo della domanda internazionale ancora più pronunciato rispetto a quello cui stiamo assistendo attualmente.

 

Come ritiene che debba essere scritta la Legge di stabilità?

All’interno delle regole europee non c’è molta scelta, anzi sarà necessaria una stretta piuttosto severa. I numeri previsti per l’anno prossimo sono vincolati a Six Pack, Fiscal Compact e pareggio di bilancio. D’altra parte per fare ripartire l’economia ci sarebbe bisogno di manovre espansive. Finché però questa ipotesi non sarà presa in considerazione c’è poco da fare. L’esperienza della Grecia ci fa capire che in Europa non ci sono margini di flessibilità.

 

Lei vuole dire che la Legge di stabilità è uno strumento inutile?

Sì, in quanto i margini sono fortemente limitati. L’Italia dovrebbe essere lasciata libera di attuare politiche economiche anticicliche. Peccato che non sia così, anche se poi altri Paesi sono liberi di violare a piacimento le regole europee.

 

Ritiene che lo debba fare anche il governo italiano?

Il governo italiano potrebbe ignorare le regole europee per introdurre forti detassazioni a deficit. È quello che farei io se mi fossi data la possibilità di scrivere la Legge di stabilità come meglio credo. Questo senza prevedere alcun tipo di copertura, in quanto sono ragionevolmente certo del fatto che la copertura verrebbe poi dall’espansione economica. È a questo che dobbiamo pensare se vogliamo che anche in Italia ci sia una ripresa che non dipenda esclusivamente dal traino di altri Paesi.

 

Resta il fatto che il Pil italiano sta crescendo…


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COMMENTI
23/08/2015 - Flat tax doppia al 20% e al 27% perché no? (Carlo Cerofolini)

Da uno studio fatto da Impresa lavoro una flat tax secca del 15% con esenzione a 3.000 euri, farebbe di colpo diminuire le entrate fiscali di 55 miliardi, forse non sopportabili, mentre – magari per incominciare – mettere una doppia imposizione del 20% fino a 29.000 euri e del 27% oltre questa cifra, con esenzione a 8.000 euri, sarebbe facilmente assorbibile in quanto farebbe diminuire le entrate fiscali di circa 21 miliardi. Perché non provare?

 
23/08/2015 - Debiti e populismo (Moeller Martin)

Dopo le regalie elettorali di Renzi, debiti per finanziare una manovra 100% populista come l'abolizione della Tasi. Contromossa degna del centro-destra sotto Salvini/Berlusconi. Poveri noi.

 
23/08/2015 - Veramente molto aquilino (gianni b)

È da 40 anni che facciamo debiti per "espandere" l'economia, ma che finiscono in sprechi. L'italia è stra piena di tasse indirette (si chiamano così, prof....) a cominciare dalla Iva, immorale è la variazione della tassa tra diverse città, se sei residente o no... Sarebbe più utile giustificare come negli ultimi 15 anni la spesa pubblica è aumentata del 50%