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FINANZA/ Nuove tasse con la trattativa Renzi-Ue

Pubblicazione:lunedì 24 agosto 2015

Pier Carlo Padoan (Infophoto) Pier Carlo Padoan (Infophoto)

In un sistema fiscale ben ordinato, in cui la pressione fiscale è a livelli ragionevoli, cioè del 5-6% al di sotto della soglia attuale, una qualche forma di tassazione della prima casa sarebbe anche accettabile. Così però non lo è. Il modo in cui si è intervenuti sulla prima casa e il livello complessivo di pressione fiscale rendono oggi particolarmente popolare una forma di detassazione della prima casa.

 

Meglio tassare lavoro e imprese o il patrimonio?

Noi tassiamo molto lavoro e imprese, ma poco il patrimonio. Finché però non decideremo che l’operazione da compiere è l’abbattimento dell’intera pressione fiscale, è evidente che l’impressione dei contribuenti sarà sempre quella di un carico fiscale del tutto insostenibile. E non è solo l’impressione ma la verità.

 

A determinate tasse non dovrebbero corrispondere anche dei servizi?

Sì, è così. La Tasi (Tassazione sui servizi indivisibili) dovrebbe andare a coprire i servizi connessi al possesso di un appartamento. Nella realtà è costruita come una patrimoniale vera e propria, che non ha niente a che fare con i servizi erogati. E se anche i servizi indivisibili fossero effettivamente pagati attraverso la Tasi, mi domando dove vadano a finire le altre imposte che versiamo oggi. È un tema che non va valutato solo in astratto, e in concreto la sensazione che i cittadini hanno è quella di una tassazione enorme, con elementi truffaldini e quindi difficile da comprendere e da accettare. E soprattutto di una tassazione largamente sproporzionata rispetto alla qualità e alla quantità dei servizi che vengono resi.

 

(Pietro Vernizzi)



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