BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |

IDEE/ L'impresa "dal volto umano" per scavalcare la crisi

Infophoto Infophoto

Per la cooperazione si chiama intergenerazionalità: lasciare gli utili in impresa serve anche a questo. A far sì che l'impresa ci sia anche domani. E credo che sia giusto riconoscere sgravi fiscali a tutte le imprese, al di là della forma giuridica, che compiono questa scelta. La cooperazione, per legge, va anche oltre. Non solo gli utili restano in impresa, per farla crescere anche domani, ma una quota viene devoluta per far crescere le altre imprese, quelle nuove, quelle in difficoltà. È il valore della mutualità, che durante la crisi ha dimostrato la propria funzione.

Penso soprattutto ai tanti casi di workers buyout, alle 47 imprese di capitale travolte dalla crisi e ripartite dagli ex dipendenti che le hanno rilevate riunendosi in cooperativa, potendo contare sul sostegno dei nostri Fondi mutualistici, che raccolgono appunto il 3% degli utili di tutte le cooperative aderenti. È una dimostrazione di come fare rete, fare sistema e farlo attorno a valori ben precisi aiuti a liberare le energie di ciascuno, a mettersi in gioco, mobilitarsi e ripartire anche là dove era il mercato aveva posto la parola "fine".

La cooperazione ha una propria specificità, da sempre: la democrazia in azienda. Una testa un voto. La possibilità di essere soci dell'azienda in cui si lavora e di contribuire a determinarne le scelte. In una società socialmente bloccata la cooperativa rimane uno dei pochi luoghi dove si esercita e si forma la persona a una forma di democrazia diretta e mediata, dove una persona anche di umili origini può crescere sia sul piano personale che del prestigio sociale. Una vera e propria palestra di formazione di una nuova classe dirigente su cui il Paese può contare. Lungo questa strada abbiamo fatto molto e molto abbiamo da fare. 

La crescita delle dimensioni medie delle cooperative, i nuovi settori dell'economia interessati alla cooperazione e i problemi che la lunga crisi ha fatto emergere ci impongono nuove sfide. Stiamo lavorando per ridare davvero ai soci lo spazio che deve essere loro, per non omologarci, per rendere effettiva la democrazia in impresa.

Credo che sia una sfida importante, ma anche un volano fondamentale per tradurre in pratica tutto quello di cui abbiamo parlato, ogni altro valore, le scelte capaci di costruire una "impresa dal volto umano". Tutto ciò mi porta a notare una cosa, insieme a voi: un'impresa "dal volto umano" è un'impresa più competitiva. Non si tratta di contrapporre gli interessi, ma di cercare insieme una strada per crescere insieme. Io credo che lungo queste direttrici ci sia tanto da fare. E da fare insieme.

© Riproduzione Riservata.