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SPY FINANZA/ La scelta cinese che fa tremare i mercati

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La vera sfida della leadership cinese è dare loro una risposta, prima che l’ingranaggio grippi del tutto. E la carta demografica pare dirimente per la Cina che verrà e per l’impostazione della sua economia, visto che alcuni analisti hanno calcolato quali saranno i settori che potrebbero beneficiare grandemente da un’eventuale politica di crescita della popolazione da parte di Xi Jinping, ovvero aziende legate a prodotti per l’infanzia, sanità ed educazione. Insomma, da più parti si chiede di usare la carta del “baby boom”, anche in reazione proprio alla prima contrazione della popolazione in età lavorativa.

Per Ronald Wan, chief executive alla Partner Capital International di Hong Kong, il numero di persone tra i 15 e 64 anni è calato di 1,6 milioni di unità lo scorso anno, stando a dati dell’Ufficio statistico: «Una popolazione più grande potrebbe tradursi in maggiore domanda e la Cina non ha tanto tempo davanti a sé su questo fronte, visto che la popolazione sta invecchiando molto velocemente». Insomma, ci sarà davvero la trasformazione da società produttrice a società di consumi interni e servizi? Forse il meeting sino-statunitense di settembre servirà anche a questo, oppure a mettere segretamente a punto una strategia di stimolo congiunta: ovvero, addio rialzo dei tassi e possibili nuove manovre espansive della Fed proprio “grazie” al tonfo cinese, non a caso comparso come prima ragione di preoccupazione nelle minute dell’ultimo incontro del comitato monetario della Banca centrale Usa di giugno.

Meglio che non sbaglino troppe mosse, oppure le perdite saranno troppe per essere tamponate efficacemente con gli stracci dello stimolo monetario e della creazione di debito per curare la malattia che proprio quest’ultimo ha fatto sviluppare. La Cina è di fronte a una scelta epocale e il mondo non può trascurare quanto sta accadendo.

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