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SPY FINANZA/ La richiesta "suicida" alla Cina

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Mentre le Borse europee e Usa crollavano, lunedì pomeriggio e Roberto Napoletano era intento a scrivere il suo bell'editoriale, Societe Generale pubblicava un report il cui focus è rappresentato dal grafico a fondo pagina. Ovvero, nonostante i tonfi, gli assets azionari sono ancora sovra-valutati, quindi logica di mercato vorrebbe che dovessero correggere ancora fino a trovare il "fair value". Il tutto si base su questa ratio EV/EBITDA, ovvero il multiplo di mercato dato dal rapporto tra il valore di una società e il margine operativo lordo che, a seconda del livello di indebitamento della società, si calcola di due modi: a) Nel caso di società indebitate: EV = capitalizzazione di borsa + indebitamento netto; b) Nel caso di società non indebitate: EV = capitalizzazione di mercato - liquidità netta. Bene, questa ratio ancora adesso è agli estremi e la collocazione sul mercato di molti titoli è già in postura da mercato ribassista, stando al livello di debito corporate negli Usa in continua e allarmante salita e la crescita del cash-flow praticamente assente in molti mercati, tranne quello di fusioni e acquisizioni. Perché, quindi, ci vorrebbe un Qe per la Cina, dove le valutazioni dei titoli si basano su multipli di utile per azione da manicomio psichiatrico già oggi? 

Ecco la risposta di Napoletano: «Non si perda un attimo per rendere operativa la via cinese al Quantitative easing. Se si vuole evitare che una correzione pesante, l'azzeramento dei guadagni di Borsa da inizio anno, conduca l'economia cinese nel cortocircuito di "una particolarissima deflazione alla giapponese" e il mondo intero paghi il conto terribile dell'addio alla crescita globale, la Banca centrale cinese deve muoversi secondo le linee seguite da inglesi e americani, con le loro banche centrali, e dall'Europa più di recente con la sua Bce, grazie alla ostinazione e al pragmatismo di Mario Draghi. La Banca centrale cinese deve creare più moneta non cambiarne la sua composizione, è necessario non solo accrescere la liquidità ma crearne di nuova, aumentare il suo bilancio arrivando ad acquistare titoli cinesi, al limite anche azionari, e ridurre la caduta dei prezzi, quando poi si aprirà il capitolo di vendere attività sull'estero, per fare massa di capitali, bisogna che la cooperazione internazionale si appalesi e dimostri di essere il tronco solido dell'albero che ci può mettere in salvo dal nuovo '29 in un mondo dove tutte le economie sono interdipendenti ma ovviamente non tutte hanno lo stesso peso». 

Politica? 10. Economia? 2. Finanza? 0. Per due motivi molto semplici. Già oggi molti investitori esteri stanno operando front-running sugli acquisti della Banca centrale cinese attraverso il broker operativo di Stato, visto che sanno come questo operi ogni volta che si sostanzia un crollo o un rischio di crollo e sempre verso titoli blue-chip molto capitalizzati, come banche, assicurazioni, energetici e food&beverage. Operando lo Stato cinese con la delicatezza di un elefante in una cristalleria, non ci vuole Gordon Gekko per capire quando entra in gioco e cosa stia comprando: vogliamo istituzionalizzare il front-running, garantendo alla speculazione affari d'oro e alla Cina di finire in un limbo deflazione-inflazione infinito? Roberto Napoletano, poi, dovrebbe sapere che la Cina sta già facendo ciò che chiede, ovvero comprando titoli, dovrebbe farlo solo con volume in stile Fed, ovvero manipolando del tutto il mercato e creando i prodromi di uno schianto senza superstiti, mentre oggi una correzione severa farebbe morti e feriti ma non incenerirebbe l'intero mercato. Il quale, anzi, rinascerebbe più forte di prima, visto che siamo già in recessione globale un'altra volta, come vi dimostro da settimane: quindi, quale miglior momento per dare una purgata agli inutili eccessi di metadone keynesiano e di Stato di questi ultimi sei anni? 

Basta vedere i livelli di rischio di credito, soprattutto quello finanziario Usa, per capire che il mercato già prezza correzione e, di fatto, recessione. Anche perché il Qe potrebbe essere mortale per la Cina, non tanto per il casinò equities che sta tanto a cuore al Sole24Ore, ma per l'economia reale, già in rallentamento e che sa va in stallo del tutto potrebbe davvero innescare un altro 1929. 

 


COMMENTI
26/08/2015 - Renzi e gli Usa. (Massimo Di Valerio)

Mi preme ricordare che non è la prima volta che Renzi compie un vero e proprio auto da fè ( atto di fede ) nei confronti degli USA e della loro " Economia ". Qualche mese fa era uscito con espressioni simili alle odierne. D' altra parte lui è stato addestrato negli USA grazie a Rutelli ed il suo consigliere è un tale Yoram Gutgeld ( Ebreo )che viene proprio da quel Paese.