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Economia e Finanza

SPY FINANZA/ La richiesta "suicida" alla Cina

L'intervento della Banca centrale cinese ieri ha rafforzato il rimbalzo delle borse. Ma, spiega MAURO BOTTARELLI, chiedere che anche Pechino dia vita a un Qe sarebbe dannoso

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«Gli Stati Uniti sono la nostra stella polare». Mi è bastata questa frase per farmi togliere l'audio alla televisione e mettermi a scrivere l'articolo di oggi. Fino ad allora il discorso del premier, Matteo Renzi, al Meeting di Rimini poteva essere riassunto con le parole di un grande reazionario e conservatore, Nicolàs Gòmez Dàvila: «Il progressista crede che tutto diventi presto obsoleto, tranne le sue idee». Dunque, la mia stella polare dovrebbe essere un Paese che ha innescato guerre una dopo l'altra senza costrutto, senza finalità se non quelle dell'interesse economico e che ora mi fa pagare il prezzo attraverso il terrorismo (sia Al Qaeda che l'Isis sono creature del Dipartimento di Stato, poi andate più o meno fuori controllo) e l'immigrazione di massa? La mia stella polare dovrebbe essere un governo democratico che ha facilitato la vita a Wall Street negli ultimi sei anni, usando denaro pubblico per i buybacks che garantiscono dividendi e bonus alla grandi corporations, uccidendo nel contempo la classe media? La mia stella polare è un Paese basato sul debito che pensa di sanare i propri danni finanziari a livello globale creando altro debito e dilapidando la ricchezza dei propri cittadini a favore di un'elite dell'1%? 

Questa è la stella polare di Renzi, non la mia. E, penso, nemmeno del Meeting. Ma io non mi occupo di politica, mi occupo di finanza e dopo il massacro di lunedì, ieri le Borse europee respiravano a pieni polmoni: addirittura, verso la fine del discorso di Renzi, Milano segnava un rotondo più 4,80%. Accidenti, oltre ad aver fatto sparire la leva sulle equities, il debito pubblico/privato e il sistema bancario ombra, in Cina avranno anche scoperto il vaccino anti-cancro! No, hanno solo tagliato i tassi di interesse, suicidandosi. Ma di questo parliamo dopo, ora voglio darvi la plastica rappresentazione di cosa sia l'Italia di Renzi e del renzismo, attraverso un corpo intermedio che finge di operare da pungolo critico ma è supino da sempre come da sua ontologica postura governativa, ovvero Confindustria. Nella fattispecie, il suo quotidiano, ovvero IlSole24Ore, il principale giornale economico e finanziario italiano. 

Ieri, a nobile corredo dei servizi di prima pagina sul "Black Monday", c'era un editoriale del direttore, Roberto Napoletano, dal titolo "Un Qe per Pechino". Il succo è chiaro, i cinesi si accodino subito alla fallimentare - lo dicono i fatti, non io e lo ha confermato domenica anche l'editoriale di prima pagina del Corriere - esperienza americana e giapponese del diluvio di liquidità per evitare una nuova recessione e, peggio, un crollo totale del sistema azionario. Primo, perché si dovrebbe evitare questo crollo? Perché qualcuno si fa male? Non si chiama libero mercato? E allora, se ti è andato bene giocare in un mercato con i suoi rischi fino ad adesso che il rally ha retto, devi accettare le conseguenze dei cali e delle correzioni fisiologiche di corsi che non possono andare in alto per sempre. Se non sai uscire per tempo, cambia lavoro. Ma Napoletano non ama il libero mercato, lui ama il Qe, ovvero la distorsione del mercato grazie al denaro delle Banche centrali, versione "democratica" del mercato monodirezionale cinese dove se vendi durante i cali ti arrestano e processano. 

Mi spiace, il mercato, quello vero, è più forte anche delle minacce poliziesche e il tonfo registrato anche ieri da Shanghai lo dimostra, come il -4% di Tokyo, Paese che sta attuando a pieno la ricetta che Napoletano auspica anche per la Cina. Togliere Schumpeter dal tavolo, non significa che non esista: il concetto di distruzione creativa degli eccessi è vitale, la linfa del liberismo, piaccia o men o a chi vuole cieli azionari sempre più blu per legge. 


COMMENTI
26/08/2015 - Renzi e gli Usa. (Massimo Di Valerio)

Mi preme ricordare che non è la prima volta che Renzi compie un vero e proprio auto da fè ( atto di fede ) nei confronti degli USA e della loro " Economia ". Qualche mese fa era uscito con espressioni simili alle odierne. D' altra parte lui è stato addestrato negli USA grazie a Rutelli ed il suo consigliere è un tale Yoram Gutgeld ( Ebreo )che viene proprio da quel Paese.