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Economia e Finanza

FINANZA/ La crepa sull'euro che può aprirsi a Vienna

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Volo troppo di fantasia se penso che questo potrebbe scatenare una qualche iniziativa bellica avente il solo obiettivo di far risalire il prezzo dell'oro nero? Forse sì. Ma mi preoccupo anche solo della possibilità, visto che Russia e Cina stanno facendo una esercitazione militare congiunta. E tutto questo mentre gli Usa stanno pesantemente armando il Pakistan (commesse militari per circa un miliardo di dollari) e mandano, via Germania, armamenti pesanti in Bulgaria insieme a 160 marines.

Questo è il quadro nel quale l'euro come moneta unica rischia di implodere, magari per uno starnuto imprevisto. E lo starnuto imprevisto potrebbe essere l'elezione del sindaco di Vienna. Come mai una elezione a sindaco potrebbe avere effetti tanto catastrofici? Perché tutti i sondaggi più recenti danno in vantaggio il candidato Heinz-Christian Strache del Partito della Libertà Austriaco (Fpo), che ha una connotazione fortemente anti-euro e anti austerità. Sono già numerosi i commentatori che prevedono, come conseguenza della vittoria del Fpo, uno scossone tale al governo austriaco da provocare un radicale cambiamento nella politica estera di quel Paese. E non bisogna dimenticare il referendum (o la relativa proposta di legge) attraverso la quale i cittadini austriaci dovranno esprimersi per una uscita dall'euro. Una proposta di legge che ha raccolto, nonostante l'ostracismo di tutti i partiti e il silenzio di tutti i media, ben 260mila firme, tanto è diffuso il malcontento in Austria.

Insomma, si prepara un caos economico, finanziario e politico, condito da sinistri rumori di guerra. Si prepara un autunno a dir poco drammatico. Se va bene.

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COMMENTI
28/08/2015 - Ue per uscire dal cul de sac deve reflazionare (Carlo Cerofolini)

Per cercare di uscire dal cul de sac in cui si trova l’Ue e tanto per incominciare, non è che da subito si potrebbe puntare con forza (l’Italia si dia una mossa) sul rispetto delle regole che si è data l’Ue stessa e che fissano al 6% il surplus nel triennio della bilancia dei pagamenti delle varie nazioni, mentre da anni questo limite è tranquillamente e impunemente superato da Germania (7%), Olanda (10,9%), Svezia (6,8%) e Danimarca (6,3%)? Infatti se questo limite fosse rispettato, costringerebbe dette Nazioni a reflazionare cioè a distribuire centinaia di miliardi (stipendi & C.) in favore dei loro cittadini che così - potendo spendere questi denari - farebbero ripartire alla grande l’economia dell’intera eurozona. In caso contrario perché continuare a stare a bordo dell’espresso di Babele eurolandico (copyright M. Thatcher) destinato a deragliare rovinosamente?