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Economia e Finanza

SPY FINANZA/ Grecia, il "tonfo" peggiore di quello della Borsa

Ieri la Borsa di Atene ha riaperto dopo una lunga chiusura e le contrattazioni sono iniziate con un -22,9%. Non è il solo tracollo greco, spiega MAURO BOTTARELLI nella sua analisi

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Incorporando il calo di ieri, sull'insieme degli ultimi 12 mesi la Borsa greca ha accumulato una flessione del 47%, risultando uno dei mercati peggiori al mondo. A metà seduta l'indice generale della piazza si è stabilizzato intorno al -17%, ma c'è da sottolineare che, come in Cina, diversi titoli sono stati sospesi, di fatto falsando un po' il risultato reale al netto degli eccessi di ribasso. 

A guidare il calo del listino sono stati appunto i titoli bancari, i quali devono essere ricapitalizzati con almeno 25 miliardi di euro da trovare dai proventi di un fondo per le privatizzazioni, il quale però nelle previsioni più ottimistiche garantirà al massimo 5 miliardi entro il 2017. E se non dovessero arrivare da quella via, com'è ovvio, allora toccherebbe all'Esm aprire i cordoni della borsa e sborsare il contante o in via indiretta attraverso un prestito che aumenterebbe però il debito o in modo diretto attraverso una iniezione di capitale nelle azioni delle quattro maggiori banche greche. A quel punto però sarebbe necessario applicare, secondo le regole dell'Esm, il bail-in , cioè la partecipazione alle perdite di azionisti, obbligazionisti e depositanti fino all'8% delle passività (liabilities) delle banche salvate, ma la scorsa settimana la Corte costituzionale austriaca ha ritenuto illegittimo lo stesso principio se applicato ai detentori di bond i Hypo Alpe Adria e la relativa bad bank, quindi un precedente pesante che è stato stabilito in seno all'Ue e a cui Atene potrebbe far riferimento. 

Sarebbe un gesto di fiducia importante questa seconda scelta di entrare direttamente nell'equity delle banche greche da parte dei creditori europei, ma se dovesse ridurre i depositi non garantiti sarebbe un brutto colpo per le imprese greche che sono i titolari dei 20 miliardi di euro non garantiti custoditi nei conti correnti degli istituti ellenici (complessivamente ci sono 120 miliardi di euro nei conti correnti). 

E a conferma del fatto che il caso greco è sempre più un laboratorio di dinamiche politiche più che un mero caso di crisi economica, il tonfo di Atene non ha influenzato l'andamento delle principali Borse europee, visto che gli indici del Vecchio Continente hanno avuto un lieve arretramento per poi invertire la rotta e andare in terreno positivo. Ben più moderata la correzione dei benchmark sulla curva ellenica, con il bond due anni che paga poco meno del 22% rispetto ai picchi del mese scorso in area 58%, il decennale poco sopra il 12% e il trentennale poco sotto il 9,7%.